Dopo aver lanciato l'operazione RevengeGram lo scorso aprile, il gruppo di hacker Anonymous torna a parlare tramite alcuni account Twitter. Stavolta, a entrare nel mirino del gruppo informatico, è la polizia di Minneapolis salita alla ribalta, in questi giorni, per un episodio che l'ha resa direttamente protagonista: la morte del cittadino afroamericano George Floyd.

Anonymous: 'Non possiamo garantire giustizia ma possiamo mostrare i vostri crimini'

Il gruppo di hacker si schiera quindi in prima linea contro la polizia di Minneapolis [VIDEO] [VIDEO], accusata di aver commesso ulteriori reati rimasti impuniti e nascosti alla popolazione.

L'uccisione di Floyd da parte del poliziotto Derek Chauvin, sarebbe solo "la punta dell'iceberg". Secondo gli attivisti del web, gli agenti che uccidono delle persone e commettono altri reati dovrebbero rispondere dei loro atti come tutti i normali cittadini. "Altrimenti - si legge nel testo - penseranno di avere il diritto di fare ciò che vogliono. Si giustificherà questa come un'opera di poche mele marce. Ma che dire dei poliziotti che non agiscono mentre vengono commessi crimini e dei dipartimenti di polizia che rifiutano di perseguire questi criminali?".

Nello stesso comunicato, il gruppo dichiara così la propria volontà di pubblicare video e documenti che potrebbero attestare le responsabilità delle forze dell'ordine statunitensi su diversi omicidi avvenuti negli ultimi anni.

A segnalare l'effettiva azione, già nelle scorse ore, degli Anonymous sono state alcune persone sui vari social. Il gruppo avrebbe reso inaccessibile il sito della polizia di Minneapolis e si sarebbe introdotta nel sistema radio della polizia di Chicago, diffondendo la canzone 'Fuck the police' sulle frequenze utilizzate dalle stesse forze dell'ordine.

Tuttavia, Anonymous non ha confermato la propria responsabilità per la rimozione del sito web, nonostante un account, apparentemente affiliato al gruppo, ne abbia rivendicato l'azione.

Anonymous accusa Trump di aver avuto rapporti con Epstein

Oltre all'azione innescata contro le forze dell'ordine statunitensi, il gruppo di hacker ha anche attaccato l'attuale presidente Donald Trump.

Secondo quanto riportato, il tycoon avrebbe, in passato, intavolato un giro di affari con Jeffrey Epstein, miliardario arrestato lo scorso anno e accusato di abusi e traffico internazionale di bambini che avrebbe visto coinvolti oltre diecimila minorenni. L'uomo, suicidatosi pochi mesi dopo il suo arresto, fu accusato nel 2016, assieme a Trump, da una donna californiana. La presunta vittima sostenne di esser stata molestata dai due uomini durante una serie di feste nella residenza di Epstein a Manhattan nel 1994, quando aveva 12 anni.

La donna, tuttavia, decise di ritirare la causa alla fine dello stesso anno, facendo così cadere tutte le accuse nei confronti dei due uomini. Tuttavia, con i documenti rilasciati ora dagli Anonymous, rientranti nell'operazione #OpDeathEaters, vi sarebbero alcune prove dei rapporti che collegavano l'attuale presidente statunitense (e altri volti famosi) al traffico di messo in piedi dal miliardario.

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