A L'aria che tira, in onda sul canale La/, si è discusso del futuro del governo presieduto da Giuseppe Conte. Augusto Minzolini ha sottolineato come le difficoltà del Paese esistessero già prima del coronavirus. Le note difficoltà generate dalla pandemia avrebbero amplificato i problemi e adesso, a suo avviso, servirebbe altro rispetto all'attuale esecutivo per ripartire. Un'analisi che nasce dal fatto che l'attuale maggioranza, soprattutto in Senato, risulta risicata e nel sodalizio tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle non è sempre c'è stata compattezza. Basta, ad esempio, osservare le diversità di vedute sulla questione Mes.

Italia, secondo Minzolini, ha bisogno di altro

Il presupposto da cui nascono le preoccupazioni del giornalista è la situazione economica del Paese. Una dimensione che risultava già problematica prima dell'esplosione della pandemia e che adesso rischia di far naufragare l'economia italiana per effetto di un crollo del Pil oltre il 10%. A ciò si aggiunge la necessità di mettere in moto una ripresa che sia efficace, alla luce del fatto che è stato necessario fare "debito pubblico" per finanziare le misure assistenziali necessarie in un momento drammatico sotto il profilo produttivo per effetto del lockdown. "Bisognerà - evidenzia il giornalista - trovare un meccanismo, una visione e una prospettiva che ci porti a riprendere il ruolo che avevamo in passato".

Governo Conte per Minzolini può non essere l'ultimo di legislatura

Quello che Augusto Minzolini richiederebbe è un progetto di rilancio a lungo termine, che però ammette di non vedere. Manifesta, infatti, un certo scetticismo rispetto alla possibilità che questo governo possa avere l'autorevolezza giusta per intraprendere il percorso che ritiene opportuno.

Sono essenzialmente due le criticità che rileva. La maggioranza risicata, per l'appunto, che come è noto riguarda essenzialmente Palazzo Madama. L'altra, invece, è la mancata rappresentatività del Paese. Secondo Minzolini, infatti, Pd, M5s, Italia Viva non rappresenterebbero tutta l'Italia. Chiaro il riferimento al Nord fatto dal giornalista come 'pezzo mancante del puzzle'.

Una considerazione che forse nasce dal fatto che buona parte delle regioni settentrionali è amministrata dal centrodestra Secondo Minzolini all'orizzonte potrebbe esserci un esecutivo con Mario Draghi premier. Idea a cui accompagna una considerazione. "Di Maio - puntualizza - lo dice, l'ho scritto e l'ho riscritto. Mi sembra che anche loro stanno capendo che nella prospettiva questo non può essere l'ultimo governo di legislatura".

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