Maria Rita Gismondo torna a parlare di coronavirus. Lo fa nell'ambito della rubrica Antivirus, appuntamento che tiene su Il Fatto Quotidiano. Nell'edizione del 25 agosto, in particolare, si è soffermata su due aspetti: una scoperta scientifica che sarebbe pronta a certificare l'avvenuta mutazione del Sars-Cov2 rispetto alla versione proveniente da Wuhan e l'intolleranza verso opinioni che si estranenano da un presunto filone catastrofista.

Mutazione del Sars-Cov2 trovata? Si chiamerebbe D614G

Oggi il bollettino quotidiano della Protezione Civile racconta che il trend dei contagi si è assestato su numeri sensibilmente superiori a quelli di qualche settimana fa.

In tal senso suscita un certo interesse una pubblicazione scientifica che è in attesa di essere accettata e che parla della mutazione D614G del Sars-Cov2. La ricerca proviene direttamente dalla Florida, negli Stati Uniti. A farne menzione è proprio Maria Gismondo che mette in evidenza come questo cambiamento di struttura renderebbe il coronavirus "più contagioso, ma meno aggressivo clinicamente". Se confermata questa sarebbe una buona notizia, tenuto conto che permetterebbe di spiegare gli effetti clinici sulla popolazione. L'ipotesi secondo la virologa è che questo possa dare una strada "per arrivare all'effetto gregge senza pagare un prezzo alto".

Coronavirus: Gismondo tuona contro i falsi esperti e i loro appoggi

Maria Rita Gismondo torna però a ricordare che scienziati come lei, ad esempio Zangrillo e Bassetti, siano stati tacciati di negazionismo. Una critica arrivata dopo aver partecipato a quel convegno in cui fecero rumore le dichiarazioni di Bocelli riguardo ai dubbi su Covid e la presenza di Matteo Salvini che non indossò la mascherina.

La virologa ricorda come, in quel'occasione, si limitò a raccontare l'evidenza rappresentata da un azzeramento quasi totale dei tamponi e dallo svuotamento delle terapie intensive. "Fatti - tuona - che non risultano graditi quando rivelano un andamento positivo, perché in questa pandemia ti salvi solo se sei catastrofista".

E poi l'attacco: "I soloni hanno blog, appoggi politici, appaiono facilmente in televisione con la complicità di alcuni giornalisti che aprono più volentieri alle Cassandre, anche se non hanno mai analizzato un tampone o visitato un paziente". Il riferimento va ad esperti che parlano da un pulpito che non è quello di chi ha affrontato certi problemi in prima linea. Parole che assomigliano a quelle pronunciate qualche giorno fa da Matteo Bassetti. L'infettivologo del San Martino di Genova sottolineava come pochi, tra quelli che parlano spesso, hanno le stesse competenze di chi, come lui, lavora in un reparto di Malattie Infettive da oltre vent'anni.

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