Il 20 e 21 settembre 2020 si svolgerà il Referendum confermativo sulla riforma costituzionale che riduce il numero di parlamentari, da 630 a 400 seggi alla Camera e da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. Si tratterà del quarto referendum costituzionale della storia italiana, dopo quelli del 2001, del 2006 e del 2016. Sono chiamati alle urne tutti i cittadini italiani maggiorenni, i quali potranno esprimersi su tale riforma votando Sì (nel caso in cui siano favorevoli alle modifiche costituzionali) o No (in caso contrario).

Nelle stesse giornate in sette regioni (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Veneto e Val d’Aosta) si procederà anche all’elezione del Consiglio regionale e del presidente della Giunta regionale.

Ogni cittadino potrà votare nel consueto seggio elettorale, ubicato nel proprio Comune di residenza, portando con sé la tessera elettorale e un documento di identità. Come ogni volta in cui si vota un referendum esiste però anche la possibilità di votare "fuori sede".

Come essere nominati 'rappresentanti di lista' per votare da 'fuori sede' al referendum del 20-21 settembre e le scadenze

In occasione delle consultazioni referendarie, però, esiste anche la possibilità per chi si trova “fuori sede” per qualsiasi ragione (lavorativa, studi o altri motivi) di poter votare in un seggio diverso da quello di residenza, ubicato in qualsiasi comune del territorio nazionale. Ciò è possibile in quanto per i referendum - a differenza delle elezioni di vario tipo - di fatto si vota su un unico collegio su base nazionale e la scheda di votazione quindi è la stessa in tutta Italia.

Per accedere a tale opportunità di voto al di fuori del proprio Comune di residenza è necessario farsi nominare rappresentanti di lista nel luogo in cui ci si trova il giorno del voto. Una possibilità che quindi possono sfruttare - in qualsiasi zona del territorio nazionale si trovino - i lavoratori e gli studenti “fuori sede” o chiunque altro sappia anzitempo di essere “lontano da casa” in occasione del referendum del 20 e 21 settembre.

Ovviamente occorre essere muniti della propria tessera elettorale e del documento d’identità.

Secondo la legge (art.48 del D.P.R. 30 marzo 1957, n.361), alle operazioni di voto e di scrutinio presso i seggi infatti possano votare, ove lo richiedano, "un rappresentante effettivo ed un supplente di ognuno dei partiti o dei gruppi politici rappresentati in Parlamento, e dei promotori dei referendum".

Il rappresentante di lista ha quindi appunto anche il diritto di poter votare presso il seggio in cui viene designato. Occorre specificare tale richiesta al presidente del seggio, il quale aggiungerà il nome del rappresentante al registro degli elettori di tale sezione.

Alle designazioni dei rappresentanti di lista può provvedere solo il delegato, munito di mandato autenticato da notaio, da parte del presidente o del segretario provinciale del partito o gruppo politico, oppure da parte dei promotori del referendum (in questo caso sia i sostenitori del Sì, che quelli del No). Le designazioni con i nominativi dei rappresentanti di lista possono essere presentate - tutte insieme - da parte dei delegati dei promotori (o dei partiti) all’ufficio elettorale di ogni Comune entro il venerdì precedente alle operazioni di voto (in questo caso le ore 12 di venerdì 18 settembre).

In alternativa il singolo rappresentante di lista può portare personalmente la propria designazione (debitamente autenticata e firmata dal suddetto delegato) direttamente al presidente della sezione all’insediamento del seggio (sabato 19 settembre alle ore 16), oppure subito prima dell’inizio delle operazioni di voto di domenica 20 settembre alle ore 7:00. Oltre tale momento non sarà poi più possibile essere designati in tale ruolo.

È importante precisare che tutta questa procedura vale solo per quanto riguarda il referendum e non invece per le elezioni regionali. Infatti solo la consultazione referendaria si svolge su “collegio unico nazionale” (banalmente la scheda di votazione è la medesima in tutta Italia e il quesito posto agli elettori è lo stesso).

Ma appunto tutto ciò non vale per le elezioni regionali, dal momento che ogni elettore ha diritto di voto solo nella propria regione (e in particolare nella propria circoscrizione provinciale).

Quindi, nelle sette regioni italiane interessate dalle elezioni regionali - come nel resto d'Italia - il rappresentante di lista “fuori sede” potrà votare attraverso tale modalità solo per il referendum. Per poter votare come "fuori sede" alle elezioni regionali occorre, invece, che tale rappresentante di lista sia un elettore che abbia diritto di voto nella medesima circoscrizione provinciale, una situazione che rende evidentemente meno comune la necessità di ricorrere a questo strumento.

Cosa deve fare effettivamente un 'rappresentante di lista' una volta al seggio

Per i rappresentanti di lista non c’è nessun obbligo di restare per tutto il tempo delle votazioni, quindi è possibile anche solo votare ed andare via come un normale elettore. Chi invece si trattenesse per più ore, magari anche allo spoglio finale, avrebbe pure il diritto ad astenersi dal lavoro durante le giornate di voto e al riposo compensativo: è sufficiente chiedere al presidente di seggio di rilasciare un foglio in cui questi dichiara le ore nelle quali il rappresentante è stato presente alle operazioni di voto e/o di spoglio (che si svolge nel pomeriggio di lunedì 21 settembre dopo le ore 15).

Viste le tempistiche e le scadenze è consigliabile a chiunque voglia farsi delegare come rappresentante di lista, di entrare quanto prima in contatto con i soggetti preposti al fine di dare la propria disponibilità in tal senso.

Una cosa fondamentale è quella di avere con sé la propria tessera elettorale originale. Pertanto i "fuori sede" che non l'avessero già a portata di mano - qualora ad esempio si trovassero già nel luogo dove saranno il giorno della votazione - hanno la possibilità di farsela inviare per posta prioritaria già in queste settimane. Mentre coloro che, magari, sono in vacanza nel proprio luogo di residenza hanno la possibilità di prendere tale documento e di portarlo con sé in vista del voto per il referendum del 20 e 21 settembre.

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