L’epidemia di Coronavirus torna a preoccupare cittadini e governo. Dopo l’ultimo Dpcm, firmato appena domenica scorsa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, diverse regioni hanno deciso un’ulteriore stretta. Come nel caso di Lombardia, Campania e Lazio dove tra poche ore scatterà il coprifuoco notturno e, nel caso della Campania, anche il divieto di spostamento tra province.

Una soluzione per cercare di bloccare il coronavirus che non piace affatto a Nicola Porro. Il giornalista propone infatti di non ricorrere più al lockdown, ma di provare a testare il cosiddetto “modello svedese”, con i giovani al lavoro e i più anziani e deboli protetti nelle loro abitazioni.

Nicola Porro critica le misure anti coronavirus prese da governo e regioni

Secondo il giornalista si starebbe sottovalutando un “aspetto fondamentale” della pandemia di coronavirus in atto. Ovvero che, se si continuerà a far scattare i coprifuoco, “si passerà inevitabilmente al lockdown, è scritto”. Porro critica duramente “l’inutile conferenza stampa” del presidente del Consiglio in cui Giuseppe Conte “dice di non volere fare restrizioni, facendo il secondo Dpcm nel giro di due giorni, l’undicesimo”.

Il suo pronostico è che, già domenica prossima, “avremo il prossimo Dpcm” che contribuirà a creare un “clima di micidiale paura”, visto che i cittadini usciranno, consumeranno e spenderanno sempre di meno.

La provocazione del giornalista consiste anche nell’affermare che “il lockdown è già nelle nostre teste, tutti noi viviamo in una specie di gigantesco terrore”.

‘Il coronavirus non ha orari’

Dopo aver fatto questa premessa, Porro ricorda che tutto è ricominciato questo autunno con il Dpcm del governo sulla chiusura dei ristoranti, seguito dalla decisione del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, di chiudere le scuole, seguito a sua volta dal collega leghista della Lombardia, Attilio Fontana, che ha ordinato il coprifuoco, per chiudere col governatore del Piemonte Cirio che ha chiuso i centri commerciali nel fine settimana.

Ma il coronavirus non ha degli orari, sottolinea Nicola Porro, il quale fa notare come sia ormai chiaro a tutti come sia “molto contagioso” e chiunque se lo può prendere, anche chi rispetta tutte le regole imposte dal governo. Anche se è “letale solo per una fascia di popolazione”, quella più debole o anziana.

La soluzione, secondo Porro, sarebbe il ‘modello svedese’

“Secondo voi il coprifuoco veramente può salvare qualcuno?”, si chiede polemicamente Porro. E allora, questa la sua conclusione, non si può “paralizzare il mondo”. Insomma, “qualcuno pensa veramente che si possano avere lockdown e coprifuoco fino a marzo?”. La sua risposta è negativa e il suo timore è che quasi tutte le attività possano essere chiuse.

Dunque, questa la sua proposta, “la conseguenza logica di quello che sto dicendo è che dovremmo ribaltare il punto di vista”. Porro spiega che non bisogna bloccare l’Italia, ma “mettere in sicurezza le persone più fragili” e mandare a lavorare i più giovani secondo quello che definisce il “modello svedese”.

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