Massimo Giletti nel corso de L'aria che tira si è rifiutato di fare domande ad Antonio Postiglione (Direzione Generale per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale). Nel corso della diretta Myrta Merlino ha sottolineato come sia quasi strano poter porre delle domande ad un sanitario campano, dopo che lo scorso 6 ottobre è stato diramato un comunicato ufficiale con cui l'Unità di crisi della Regione Campania, in accordo con la Presidenza (Vincenzo De Luca, ndr) inibiva altre figure a rilasciare dichiarazioni. Massimo Giletti si è perciò ribellato all'idea che, come stampa, ci si possa rivolgere solo ad un direttorio e che i giornalisti non possano avere accesso agli ospedali.

Il conduttore di Non è l'arena ha definito la vicenda "vergognoso". Rivolgendosi a Postiglione pur manifestando rispetto, evidenzia: "Io non posso parlare con lei, non posso accettare che nel nostro Paese un infermiere o un medico parlino come dei pentiti mafiosi". Chiaro il riferimento al fatto che, eventualmente, un addetto alla sanità qualora volesse parlare con la stampa dovrebbe farlo con le stesse condizioni di chi deve nascondere la propria identità come le figure citate.

L'aria che tira: si parla di quanto accaduto in Campania

Il provvedimento arrivato lo scorso 6 ottobre aveva da subito suscitato un certo clamore. Tuttavia, era arrivata la precisazione, sempre dall'Unità di Crisi. "Al fine di evitare strumentalizzazioni si chiarisce - si leggeva in una nota - che non vi è alcun bavaglio e nessuna limitazione del diritto di cronaca”.

Come puntualizzato l'obiettivo era fare in modo che venissero fuori solo notizie "oggettive, non distorte e tali da produrre ingiustificati allarmi". Nessuno, perciò, avrebbe potuto parlare senza autorizzazione. Myrta Merlino ha ricordato come il governatore della Campania abbia deciso che solo un preciso direttorio di sanitari può avere rapporti con la stampa.

Massimo Giletti si rifiuta di fare domande in diretta

La scelta della Campania è, per il conduttore di Non è l'arena, una "cosa scandalosa" e indice "di mancanza di libertà". "Il giornalismo - ha tuonato Giletti - non può non accedere agli ospedali". "Inaccettabile - ha incalzato - che si facciano delle democrature.

Cosa vuol dire che non posso sentire i medici? Follia".

La spiegazione di Postiglione rispetto al provvedimento è stata chiara: "C'era un'affermazione che era distorcente della realtà che possiamo anche comprendere nel contesto in cui è maturata, ma dire che in tutta la Regione non c'erano posti letto disponibili quando ne avevamo 56 liberi...".

Circostanze che, dunque, avrebbero spinto l'Unità di Crisi a scegliere che le informazioni trapelassero soltanto da canali ufficiali.

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