Maria Rita Gismondo parla del rischio di effettuare troppi tamponi su persone che non ne avrebbero bisogno. Il direttore del reparto di Microbiologia clinica dell’ospedale Sacco di Milano è ospite di Stasera Italia nella serata di mercoledì 14 ottobre. Insieme a lei, la conduttrice Barbara Palombelli ha invitato il giornalista Roberto D’Agostino, il parlamentare Gianluigi Paragone e l’attore Leo Gullotta.

Argomento della discussione è l’emergenza Coronavirus, dopo l’aumento dei casi positivi in Italia registrato negli ultimi giorni. Parlando di tamponi, ad un certo punto Gismondo mette tutti in guardia sul rischio secondo lei legato all’abuso di tamponi: potrebbero non bastare per i malati.

Gismondo ospite di Stasera Italia

Durante la lunga parentesi di Stasera Italia dedicata all’emergenza coronavirus, gli ospiti di Barbara Palombelli si trovano a commentare le immagini delle lunghe code di auto e cittadini per effettuare un tampone. Le opinioni sono varie e contrastanti. Ma è quella espressa da Gismondo ad attirare maggiormente l’attenzione. Per quanto riguarda la “problematica legata ai tamponi comunque - prende la parola Gismondo - voglio dire che se oggi non li usiamo oculatamente non è un problema di comprarli. Sono proprio le aziende che non riescono più a produrre quanto è poi la richiesta”.

Gismondo sul rischio carenza di tamponi per i malati

Dichiarazioni forti, visto che Gismondo paventa il rischio che le aziende che producono reagenti e materiali per i tamponi non riescano più a soddisfare la crescente richiesta.

“E questa è una parentesi che apro e chiudo - prosegue poi la dottoressa del Sacco - dobbiamo guardare molto bene a quelle che sono le strategie che ci possiamo permettere perché, se continuiamo a tamponare tutti, tra poco non avremo tamponi per i malati”. Insomma, il rischio secondo Gismondo è quello di non avere più a disposizione i tamponi per chi ne avrà bisogno.

‘Test veloci hanno sensibilità inferiore rispetto a quello biomolecolare’

Chiusa la parentesi tamponi, Maria Rita Gismondo viene chiamata in causa anche su un altro aspetto tecnico dell’emergenza coronavirus: i test rapidi.

“I test veloci che abbiamo adesso, tipo quelli salivari, che sono utili per fare uno screening di massa come arrivi in aeroporto, o la scuola - spiega Gismondo - hanno comunque una sensibilità inferiore al test tradizionale, insomma biomolecolare. Noi - prosegue - abbiamo una sensibilità del 90-95% del test biomolecolare, rispetto ad un 65-70% del rapido salivare. Quindi bisogna usarlo lì dove è logico e sicuro usarlo, per uno screening di massa”, conclude.

Segui la pagina Coronavirus
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!