Durissimo botta e risposta tra Marco Travaglio e Sofia Ventura durante Otto e mezzo. Il direttore del Fatto Quotidiano e la professoressa della Facoltà di Scienze politiche all’Università di Bologna, sono ospiti di Lilli Gruber nella serata di mercoledì 14 ottobre. L’argomento della discussione è l’efficacia e la legittimità dei Dpcm allo scopo di gestire l’emergenza coronavirus. Ventura non li ritiene degli strumenti idonei, preferendo il decreto legge. Travaglio è dell’opinione opposta. Ma quando la professoressa bacchetta il giornalista per un presunto errore, la discussione diventa rovente con scambio di accuse reciproche.

Sulla vicenda successivamente è intervienuto Guido Crosetto. L’ex parlamentare di Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro Travaglio e Gruber.

Marco Travaglio parla dei Dpcm a Otto e mezzo

Travaglio comincia il suo intervento ricordando che tutti noi “sappiamo benissimo che i decreti legge sono delle norme di legislazione primaria che vengono adottati dal governo senza minimamente sentire il parlamento, che vanno in esecuzione immediatamente”. Poi, entro 60 giorni, il parlamento decide se convertirli in legge oppure farli decadere. “Se non li converte in legge, intanto sono rimasti legge per 60 giorni”, puntualizza nuovamente per ribadire il concetto. Dunque, a suo parere, i decreti legge sono uno “strumento molto più invasivo” dei Dpcm rispetto alle prerogative del parlamento”.

Dpcm che sarebbero una “norma attuativa di una legge ordinaria o di un decreto che è stato già approvato dal parlamento”.

Ventura riprende Travaglio: ‘Ha detto un’inesattezza'

Dunque, prosegue Travaglio, “quasi tutto quello che sta facendo il governo è figlio di un decreto del 6 marzo” in cui lo stesso parlamento lo autorizza ad adottare tutte le misure necessarie per contrastare la pandemia di coronavirus.

“I successivi decreti si sono sempre uniformati a questo”, spiega il giornalista, allo scopo di fornire “risposte immediate” rispetto all’emergenza. “Dopodiché, se facessero il decreto, tutti strillerebbero per il fatto che bisogna fare il disegno di legge, andando in parlamento e discuterne per sei mesi.

E intanto in quei sei mesi siamo tutti morti”, commenta sarcasticamente.

La professoressa Ventura scuote la testa, allora Gruber le domanda quali siano i suoi timori. Lei replica dichiarando che i giuristi siano tutti concordi nell’affermare che il decreto legge è uno “strumento idoneo”. Mentre Travaglio avrebbe “detto un’inesattezza, mi dispiace, non è vero che è più invasivo rispetto alle prerogative del parlamento, mentre il Dpcm non ha né un controllo a monte da parte del presidente della Repubblica, né uno parlamentare successivo”.

Si accende lo scontro a Otto e mezzo

“Ma quale norma è stata lesiva dei diritti costituzionali e democratici?”, obietta la conduttrice.

“Il limite alle libertà individuali contenuto nei Dpcm non ha un controllo”, ripete la professoressa. “Ma cosa sta dicendo? - sbotta allora Travaglio - Non so quali giuristi interpelli lei, Zagrebelsky definisce sciocchezze le tesi che lei ritiene essere l’unica tesi giuridica possibile. Nella scorsa legislatura ci sono stati 171 Dpcm e lei non ha mai strillato contro le lesioni del parlamento. Quindi non raccontiamoci balle”. E Ventura: “Io non mi metto in sintonia con questa sua polemica un po’ sgradevole”. Ma ormai il giornalista è un fiume in piena: “Ma sgradevole sarà lei che dice che non conosco il diritto, quando è lei che non lo conosce”. La professoressa chiude così la polemica: “Mi sembra inutile continuare a discutere a questo livello”.

Sulla lite in diretta a Otto e mezzo interviene poi con un tweet Guido Crosetto: “Travaglio e la Gruber, contro la verità, prevaricano una persona seria (e non di parte!). Perché? Pensate cosa sarebbero stati capaci di fare se Berlusconi avesse usato i Dpcm”.

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