Sono stati duri per il governo cinese i quattro anni di presidenza di Donald Trump, il quale ha trascinato le relazioni tra Cina e USA in una continua guerra commerciale; ma è stata proprio l'elezione del nuovo presidente Joe Biden a riaccendere le speranze del grande dragone rosso.

La guerra commerciale

La guerra commerciale iniziata da Trump ha portato difficoltà economiche per entrambi i paesi. Negli Stati Uniti ha provocato l'innalzamento dei prezzi e, conseguentemente, le difficoltà finanziarie dei consumatori e dei contadini. In Cina, invece, ha rallentato lo sviluppo economico e industriale, due settori che erano stati già in declino.

L'ex presidente Trump, non appena vinse l'elezioni nel 2016, prese piede contro la Cina e affermò che gli Stati Uniti d'America stavano spendendo miliardi di dollari all'anno a causa di pratiche commerciali sleali, a cui il governo cinese ha risposto incolpando l'amministrazione Trump di aver iniziato il conflitto e di rendere difficili le negoziazioni.

Cosa può succedere ora

'L'amministrazione di Biden potrà provvedere a dare alla Cina il tempo e lo spazio di cui ha bisogno' afferma Deng Yuwen, un commentatore politico cinese, ponendo molta fiducia nel nuovo presidente americano. La Cina si è già mostrata propensa a collaborare con il nuovo governo statunitense. Il presidente cinese Xi Jinping si è infatti congratulato tramite un messaggio con Joe Biden, esplicitando il suo desiderio di cooperare e tenere sotto controllo le divergenze tra i due paesi.

Wang Dong, un professore di studi internazionali all'Università di Pechino, ha delineato la rilevante differenza tra il governo Trump e il neonato governo Biden. L'amministrazione statunitense ha ben compreso quanto possa essere irrazionale e svantaggioso per entrambi i paesi iniziare una nuova guerra fredda, per questo motivo le aspettative su Biden sono molto alte da parte dei cinesi.

Wang Jisi sconsiglia il troppo ottimismo

Il principale esperto di relazioni Sino-Americane dell'Università di Pechino, Wang Jisi, afferma che non bisognerebbe essere troppo ottimisti nei confronti del nuovo presidente, in quanto il suo governo tende ancora ad avere priorità sulla competizione anziché sulla cooperazione.

Pertanto, è anche compito della Cina fare in modo che non si creino ulteriori divergenze con il governo americano, le quali non causerebbero altro che difficoltà economiche.

Il governo dovrà impegnarsi per non crearsi dei nuovi nemici, al contrario, dovrà simpatizzare anche con le potenze minori, come afferma il professore Shi dell'Università Renmin.

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