La trasmissione di La7, Piazzapulita, punta il dito contro Matteo Salvini e i membri del presunto Comitato tecnico scientifico di nomina parlamentare con cui il leader della Lega vorrebbe sostituire quello attuale che coadiuva il governo. “Salvini non ha dubbi, serve un nuovo Comitato tecnico scientifico”, afferma la giornalista Linda Giannattasio, che legge le dichiarazioni rilasciate recentemente dal leader della Lega al quotidiano Corriere della Sera. “Il Parlamento deve nominare un Cts di sua fiducia, i consulenti del governo non ne hanno azzeccata una”, sostiene Salvini. La collaboratrice di Piazzapulita si chiede allora da chi dovrebbe essere formato questo Cts, visto che l’ex ministro dell’Interno avrebbe “i suoi esperti di riferimento”.

Si tratta di Giorgio Palù, Alberto Zangrillo e Matteo Bassetti.

La scheda di Piazzapulita su Palù: ‘Si rischia di morire più di lockdown che di Covid’

Giannattasio li presenta con delle schede personali. Si comincia dal 71enne Giorgio Palù, nato ad Oderzo in provincia di Treviso. Professore di microbiologia e virologia all’Università di Padova, docente di neuroscienze all’Università di Philadelphia e già presidente della Società europea di virologia. “Va meno in tv rispetto ai suoi colleghi, ma le sue dichiarazioni fanno discutere”, chiosa la giornalista di Piazzapulita. Nel giugno scorso Palù dichiarò di sentirsi “indignato di fronte a troppi sedicenti esperti che prefigurano olocausti e tragedie in autunno”.

Mentre ad ottobre ha affermato che “positivo non vuol dire ammalato e positivo non vuol dire contagioso”. Oppure, “si rischia di morire più di lockdown che di Covid, basta con l’isteria”.

Piazzapulita su Zangrillo: ‘coronavirus dal punto di vista clinico non esiste più’

“Il secondo esperto del pantheon di Salvini - attacca ancora Giannattasio durante Piazzapulita - è il famosissimo medico personale di Silvio Berlusconi.

Alberto Zangrillo, 62 anni di Genova, primario di anestesia e rianimazione all’ospedale San Raffaele di Milano, ha curato anche Guido Bertolaso e Flavio Briatore”. La colpa di Zangrillo è quella di aver definito il Cts “troppo romano-centrico”. Ma, soprattutto, il 31 maggio scorso ha dichiarato che “in realtà il coronavirus praticamente dal punto di vista clinico non esiste più”.

Mentre a giugno ha ribadito che “tra poco butteremo via le mascherine”. Da imputargli anche la partecipazione a luglio ad un convegno alla Camera con Vittorio Sgarbi, “passato alle cronache come il convegno dei negazionisti”, anche se poi ne ha preso le distanze. A settembre poi, “dubita della seconda ondata e parla di lockdown come di un fallimento”.

Matteo Bassetti ‘infettivologo di riferimento del centrodestra’

L’ultimo membro del “Cts ideale di Salvini”, sempre secondo Piazzapulita, è Matteo Bassetti, genovese di 50 anni, direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. Secondo Giannattasio sarebbe “l’infettivologo di riferimento del centrodestra” che “si definisce ottimista più che negazionista, ospite praticamente fisso delle trasmissioni Non è l’Arena e Live-Non è la D’Urso”.

Nel febbraio scorso ha affermato che il coronavirus è “più simile all’influenza che alla peste bubbonica”. Mentre a giugno scriveva di essere dispiaciuto “per i catastrofisti di cui l’Italia è stata ed è ancora piena, ma credo che non ci sarà una seconda ondata simile a quella di marzo”. Anche in dichiarazioni più recenti, Bassetti ha ribadito che “il Covid è stato ingigantito, è il panico che fa esplodere il sistema sanitario, non i malati”.

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