Il Dpcm che ha annunciato Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa del 3 dicembre verte su due punti. Uno sono le norme, l'altro è il livello di rischio di ciascuna zona che ne determina l'applicazione. Le nuove Ordinanze del Ministero della Salute disegnano una nuova geografia 'cromatica' del Paese che, come è noto, in base al quadro epidemiologico risulta diviso in tre colori. Saranno ben nove le regioni a cambiare colore a partire dal prossimo 6 dicembre e questo sembra confermare la linea indicata dal premier, secondo cui già prima di Natale si potrà assistere ad un livello interamente giallo.

Ossia con il minor grado di rischio possibile.

Nuove ordinanze: le conferme non mancano

Le decisioni del Ministero della Salute dipendono strettamente dal monitoraggio dei dati relativi agli ultimi quindici giorni. A partire dal 6 dicembre si avrà un quadro diverso nonostante alcune conferme. Non cambieranno colore quelle regioni che sono passate da rosse ad arancioni solo una settimana fa, come ad esempio Lombardia Piemonte e Calabria. Per loro sarà confermato il livello di rischio intermedio. La Basilicata resta arancione. Confermata anche la misura per l'Abruzzo che resta zona rossa.

Italia sempre più gialla

Chi, invece, vedrà migliorare la propria situazione sono la Campania, la Toscana, la Valle d'Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano.

Erano tutte aree rosse de Paese e adesso divengono arancioni. Cosa cambia? Che si potrà avere libera circolazione all'interno del comune di appartenenza, senza poter uscire dai confini comunali privi di motivazioni di lavoro, salute o stringente necessità. Resteranno chiuse le attività di ristorazione, se non per l'asporto e la consegna a domicilio.

Passeranno in giallo: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia ed Umbria. In questi casi consentito anche lo spostamento verso una regione gialla entro il 21 dicembre. Da quel momento in avanti entreranno in vigore le restrizioni natalizie che impediscono la mobilità interregionale e la mobilità al di fuori del proprio comune nei giorni del 25 e 26 dicembre, così come dell'1 gennaio.

In queste aree la ristorazione è consentita in loco dalle 5 alle 18. Per tutto il territorio nazionale resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5, mentre a Capodanno sarà prolungato fino alle 7.

Qualora, dopo le feste, i segnali positivi della curva dovessero continuare a manifestarsi si potrebbe pensare di procedere a nuovi allentamenti, ricordando come comunque le misure fortemente restrittive delle feste cesseranno i loro effetti il 6 gennaio.

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