C'è attesa per sapere cosa sarà contenuto nel nuovo Dpcm del governo Draghi. Il proposito di fornire comunicazioni sui provvedimenti in anticipo sui tempi rispetto al precedente esecutivo fa credere che già entro questo fine settimana potrebbero essere note le decisioni.

Prima di analizzare quella che è la situazione, è lecita una premessa: la situazione è considerata delicata e qualsiasi decisione è subordinata alla consapevolezza che la guerra con il virus è ancora da vincere. Comunque vadano le cose, perciò, si avrà una linea prudenziale. Anche chi ha una vedute più aperturiste, sottolinea come ogni provvedimento dovrà essere regolato da quella che è la situazione.

Ed è tutto molto chiaro a Mario Draghi. Non a caso la scelta di confermare il ministro della Salute Roberto Speranza rispetto al Conte bis è indice del fatto che il premier non pensa ad una totale variazione delle strategie di contenimento. Ed ecco perché da tempo si immagina che si possa proseguire sulla strategia dei colori. Quelle che, però, potrebbero cambiare sono alcune sfumature.

L'orientamento ritenuto plausibile è quello che, al momento, per le aree dove emergessero situazioni di varianti in espansione si disporrà la zona rossa, anche su base locale e provinciale. Scenario, tra l'altro, già visto.

Riaperture, scenari per la zona gialla?

Ma i cambiamenti più significativi potrebbero riguardare la zona gialla. Non è un mistero che ci sia una componente Politica della maggioranza che spinge per aprire quanto più possibile, ove lo si possa fare con sicurezza.

Di questa componente fa parte Matteo Salvini che, in data 23 febbraio, ha avuto un vertice con Mario Draghi in cui ha raccontato di avere parlato di "riaperture" con il premier. Il leader della Lega, in particolare, ha segnalato come ci sarebbe convergenza su un punto. "Non parlo - ha detto - a nome di Draghi, però sul ritorno alla vita laddove la situazione lo permetta siamo assolutamente sulla stessa linea".

Parole che, ovviamente, bisognerà capire fino a che punto corrisponderanno all'ipotesi che, quantomeno in zona gialla, si possa arrivare alla ripresa di alcune attività.

Nuovo Dpcm e riaperture, l'incontro Salvini-Draghi

Salvini, in particolare uscendo dal confronto Draghi, ha parlato di: "Riapertura degli enti culturali, teatri, cinema, delle realtà sportiva, delle palestre delle piscine".

A cui, ovviamente, si aggiungo i bar e ristoranti la sera oltre le 18.

Un eventuale riapertura, come è noto, sarebbe subordinata all'adozione di protocolli che in qualche caso sarebbero persino più stringenti di quelli precedenti. Sembra, però, iniziare a crescere il fronte aperturista, soprattutto tra gli amministratori locali.

Riaperture serali ristoranti, De Magistris favorevole

In riferimento, ad esempio, alle limitazioni orarie si è espresso il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. "Se si sta - ha detto nel corso della trasmissione Tagadà di La 7 - in colori in cui la pandemia non è considerata particolarmente diffusa, ho sempre pensato che è meglio allargare gli orari. Non restringerli". "Io - ha precisato - penso che se siamo in zona gialla, con tutte le cautele e le precuazioni, meglio tenere aperto 24 ore su 24".

Un'eventualità che, numeri alla mano, mette in discussione anche il coprifuoco.

Secondo quanto sostenuto da Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) tenere aperti i ristoranti la sera, potrebbe evitare che ci si trovi con assembramenti in luoghi di particolare affollamento, dove si riversa chi acquista bevande e cibo da asporto.

Nuovo Dpcm, Fontana e Bonaccini sperano in possibili aperture

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Attilio Fontana. "Molto meglio - ha detto il governatore della Lombardia a Repubblica - quattro persone che cenano al ristorante sedute a un tavolo distanziate, che gli assembramenti che abbiamo visto domenica davanti allo stadio di San Siro o la sera fuori dai bar. La gente comincia ad essere esasperata. E poi finisce che magari a tavola a casa si trovano in ventiquattro".

Anche Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia Romagna ha approvato, con le dovute precisazioni, la linea di Salvini sui ristoranti. "La cosa che ha detto - ha spiegato nel corso de L'aria che tira di La 7 - sui ristoranti aperti la sera laddove ci sono territori che non abbiano troppi rischi di contagio, con restrizioni magari più robuste di oggi, è ragionevole".

Il presidente ha inteso precisare come questo sarebbe un orizzonte da prendere comunque in considerazione laddove i numeri fossero più confortanti purché si ragioni "con controlli più serrati".

Riaperture bar e ristoranti la sera, da quando? L'ipotesi considerabile dopo il nuovo Dpcm

A prendere la decisione sarà ovviamente il governo che, stando alle ricostruzioni dei media, è caratterizzato da due anime diverse sulle riaperture.

C'è, infatti, chi punta - dove possibile - di farlo in sicurezza, e chi ritiene che prendere un rischio adesso potrebbe equivalere a compromettere il futuro per un periodo più lungo. E nei ragionamenti entreranno anche le valutazioni degli scienziati.

L'attuale Dpcm è in scadenza il 5 febbaio, data oltre la quale dovrà entrare in vigore un nuovo provvedimento. Convenzionalmente lo si definisce come possibile Dpcm, ma non è detto che Draghi scelga di utilizzare questo strumento per disciplinare le cose.

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