Il reddito di cittadinanza dovrebbe essere esteso anche ai migranti e alle famiglie numerose. Così la pensa il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Il numero uno dell’Istituto di previdenza sociale italiano, nominato in quota M5S dal precedente governo guidato da Giuseppe Conte, rilascia un’intervista al quotidiano torinese La Stampa. Tridico cerca di delineare la possibile rotta della riforma dello strumento del reddito di cittadinanza. Punto fondamentale del suo programma è l’ottenimento di “risorse aggiuntive” da destinare, appunto, sia alle famiglie numerose, sia ai migranti, anche se questi ultimi non sono in possesso del requisito di residenza in Italia da almeno 10 anni.

La riforma del reddito di cittadinanza

Già nei giorni scorsi, attraverso il Decreto Sostegni del governo Draghi, è stato deciso uno stanziamento di un miliardo di euro. Soldi che serviranno ad evitare di sospendere l’erogazione del reddito di cittadinanza a quelle persone che riescano a stipulare un contratto temporaneo di lavoro. Anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si è detto favorevole ad una ulteriore estensione del sussidio. “Nei prossimi mesi ci sarà la necessità di intervenire a integrare gli strumenti di cui disponiamo per fare fronte ad una condizione di aumento della povertà”, ha dichiarato recentemente il ministro.

L’opinione di Pasquale Tridico sul reddito di cittadinanza ai migranti

Come appena accennato, Pasquale Tridico si fa intervistare da La Stampa per confermare la sua volontà di riformare questo strumento di welfare. “Reddito di cittadinanza agli immigrati - titola così il quotidiano diretto da Massimo Giannini virgolettando le parole di Tridico - il Covid ha aumentato la povertà, adesso servono risorse aggiuntive”.

Nel corso dell’intervista, Tridico spiega che in questo momento ritiene necessario lo stanziamento di “risorse aggiuntive”, destinate in particolar modo alle famiglie numerose, ma anche agli immigrati. Secondo il presidente Inps, infatti, il requisito della residenza in Italia da almeno 10 anni, attualmente in vigore, sarebbe “eccessivo e non esiste in nessun Paese europeo”.

Il presidente Inps sulle famiglie numerose

Reddito di cittadinanza esteso dunque ai migranti con meno di 10 anni di residenza in Italia, ma anche a tutte quelle famiglie numerose che, con la crisi provocata dalla pandemia, rischiano di avere difficoltà economiche ancora maggiori. L’idea del presidente Inps è quella di “aumentare il sussidio in base ai componenti del nucleo familiare”. Per Tridico, insomma, Il reddito di cittadinanza rappresenta un “argine importante contro la povertà assoluta che è aumentata con il Covid, raggiunge 3 milioni di persone e il suo importo medio è di 550 euro”.

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