Niente zone gialle in Italia almeno fino al 30 aprile. È questo l’orientamento emerso dalla cabina di regia convocata a Palazzo Chigi dal governo Draghi nella giornata di venerdì 26 marzo. Anche se la decisione non è ancora ufficiale, il prossimo decreto con le misure anti Coronavirus dovrebbe contenere anche il prolungamento di questa restrizione. Direzione confermata dallo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi durante la successiva conferenza stampa: i divieti attualmente in vigore saranno prolungati, a eccezione della riapertura delle scuole fino alla prima media, prevista per dopo Pasqua.

Rispondendo alla domanda di un giornalista, Draghi replica anche indirettamente a Matteo Salvini che aveva definito “impensabile” tenere chiusi bar, ristoranti, palestre, teatri e musei per un altro mese.

Niente zone gialle fino al 30 aprile, l’orientamento del governo non piace a Salvini

Quella che è più di una indiscrezione sul contenuto del prossimo decreto Covid, vista l’indiretta conferma del premier Draghi, non piace affatto a Matteo Salvini, leader della Lega e uno dei principali azionisti della maggioranza che sostiene a Palazzo Chigi l’ex presidente della Bce. Salvini ritiene semplicemente “impensabile tenere chiusa l'Italia anche per tutto il mese di aprile”, confermando il divieto di passaggio nelle zone gialle anche per quei territori che dovessero presentare numeri in calo dei contagi.

Salvini vuole riaprire i locali nelle zone gialle

Il leader del Carroccio si appella al “buonsenso” che a suo dire contraddistinguerebbe il presidente del Consiglio, ma anche ai “dati medici e scientifici”, per chiedere che dal 7 aprile prossimo, data di scadenza dell’attuale decreto, si possano riaprire in sicurezza “ristoranti, teatri, palestre, cinema, bar, oratori, negozi” che si trovano in quei territori che presentano una “situazione sanitaria sotto controllo” e potrebbero essere dichiarati zone gialle.

Salvini si dice anche disponibile, a nome del suo partito, ad accettare qualsiasi proposta del governo, ma a patto che preveda un “graduale e sicuro ritorno alla vita”.

La replica di Draghi durante la conferenza stampa

Come è nel suo stile, Mario Draghi decide di non rispondere direttamente a Matteo Salvini. L’occasione per farlo arriva quando, durante la conferenza stampa tenuta dopo la cabina di regia, un giornalista gli domanda il suo parere proprio sui giudizi da poco espressi dal leader leghista su zone gialle e riaperture.

“Se allentiamo altre restrizioni c’è il rischio di un aumento dei contagi - afferma Draghi - le chiusure sono pensabili o impensabili solo in base ai dati che vediamo sui contagi. Le misure hanno dimostrato nel corso di un anno e mezzo di non essere campate per aria. È desiderabile riaprire, la decisione se farlo o meno dipende dai dati”, conclude il premier.

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