Il senatore della Lega e membro del Copasir, Claudio Borghi, ha espresso con fermezza il proprio sostegno alla possibile nomina di Federico Freni alla presidenza della Consob. L'intervento di Borghi è avvenuto il 27 aprile 2026, durante la sua partecipazione alla trasmissione radiofonica di Rai Radio1, Un Giorno da Pecora. Il senatore ha dichiarato apertamente: "Freni alla Consob sarebbe bravissimo. Perché non è stato ancora nominato? Non mi occupo di nomine per il partito, mestiere molto difficile perché bisogna metter d'accordo tutti, quindi non so perché non sia stato ancora nominato, so però che sarebbe ottimo in quel ruolo".

La transizione ai vertici della Consob

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) si trova attualmente in una fase di transizione, con la poltrona di vertice vacante. Il mandato settennale (non rinnovabile) di Paolo Savona, presidente uscente, è scaduto formalmente domenica 8 marzo 2026. Da lunedì 9 marzo, la gestione dell'Autorità è stata affidata a una reggenza composta dai quattro commissari: Chiara Mosca, Carlo Comporti, Gabriella Alemanno e Federico Cornelli. In questo contesto, Chiara Mosca, in virtù della sua maggiore anzianità tra i commissari, ha assunto l'incarico di presidente vicario, ruolo che le conferisce anche un potere di voto doppio per risolvere eventuali situazioni di parità nelle decisioni.

Il processo di nomina e i candidati in lizza

Per la successione a Savona, il nome di Federico Freni, attuale sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) ed espressione della Lega, continua a figurare in pole position. Tuttavia, la sua nomina è stata finora bloccata da resistenze interne alla maggioranza. La questione della designazione di Freni era già stata posta all'ordine del giorno di una riunione del Consiglio dei ministri a fine gennaio, ma la decisione era stata rinviata, evidenziando un dibattito politico ancora aperto.

Il processo di nomina del presidente della Consob è regolato da un decreto del presidente della Repubblica, che si basa su una proposta del presidente del Consiglio dei ministri.

Il mandato ha una durata di sette anni e non è rinnovabile. Per poter assumere la guida dell'Autorità, Freni dovrebbe necessariamente lasciare il suo attuale incarico di governo. Un precedente simile si è verificato con lo stesso Paolo Savona, che fu nominato presidente Consob dopo aver lasciato la carica di ministro degli Affari Esteri.

Oltre a Freni, la rosa dei possibili candidati include anche altre figure di spicco. Tra queste, l'economista e docente universitaria Marina Brogi e l'economista ed ex senatore Carlo Cottarelli. Quest'ultimo, in particolare, è considerato un papabile qualora dovesse persistere uno stallo prolungato nella maggioranza, con Forza Italia che, secondo quanto emerso, spingerebbe per una figura tecnica più che politica per la guida dell'Autorità.