Il Consiglio europeo si appresta ad accogliere gli sforzi di Stati membri e partner per assicurare la libertà di navigazione nel cruciale Stretto di Hormuz, a condizioni necessarie soddisfatte. Una bozza delle conclusioni del vertice UE, in esame al Coreper il 17 giugno 2026, afferma chiaramente che «qualsiasi accordo relativo a Hormuz non deve limitare la libertà di navigazione né alterarne la governance».

Il documento sottolinea altresì il ruolo fondamentale dell'operazione di difesa marittima Aspides, riconoscendone il potenziale contributo alla stabilizzazione regionale.

Viene richiesto il suo rafforzamento, in linea con il mandato. Ciò riflette la volontà dell'Unione Europea di consolidare la propria presenza e capacità di intervento in un'area vitale per commercio e sicurezza.

La missione Aspides: contesto e operatività

La missione EUNAVFOR Aspides è un'operazione difensiva di sicurezza marittima istituita dall'Unione europea l'8 febbraio 2024, nell'ambito della Politica comune di sicurezza e difesa. È stata lanciata in risposta agli attacchi Houthi contro il trasporto marittimo internazionale nel Mar Rosso e aree limitrofe, con l'obiettivo di garantire sicurezza alle rotte commerciali e protezione alle navi.

L'operazione si estende lungo le principali vie marittime, coprendo un'ampia area geografica che include lo Stretto di Bab el-Mandeb, lo Stretto di Hormuz, le acque internazionali del Mar Rosso, del Golfo di Aden, del Mar Arabico, del Golfo di Oman e del Golfo Persico.

Il suo mandato è esclusivamente difensivo, volto a salvaguardare la libertà di navigazione e a proteggere le imbarcazioni, in conformità con il diritto internazionale. Il rafforzamento di Aspides, richiesto dalla bozza del summit, mira a consolidare la capacità dell'UE di tutelare gli interessi marittimi e contribuire alla stabilità del Golfo.