L'Italia si fa promotrice della richiesta di sanzioni europee nei confronti del ministro israeliano Itamar Ben Gvir. Il ministro degli Esteri e vice-presidente del Consiglio, Antonio Tajani, ha confermato questa posizione il 18 giugno 2026, a margine del pre-summit del Partito Popolare Europeo a Bruxelles. Tajani ha spiegato che la decisione è motivata dalle azioni di Ben Gvir durante l'arresto di alcuni cittadini coinvolti nella cosiddetta Flotilla, un evento giudicato illegittimo, e dalle sue dichiarazioni ritenute offensive nei confronti dell'Italia.

"Noi siamo i promotori della richiesta di sanzioni al ministro Ben Gvir, per quello che ha fatto in occasione dell'arresto illegittimo di alcuni cittadini che facevano parte della Flotilla e ciò che ha detto nei confronti dell’Italia", ha affermato Tajani, sottolineando il ruolo attivo dell'Italia nel dibattito sulle misure restrittive a livello comunitario.

Alla domanda sull'eventualità di estendere le sanzioni anche al ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, Tajani ha risposto con cautela: "Inserire anche Smotrich tra i sanzionati? Per lui si vedrà, iniziamo a fare Ben Gvir intanto". Questa dichiarazione indica una chiara priorità nell'azione diplomatica. La posizione italiana si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulle possibili misure restrittive da adottare nei confronti di esponenti del governo israeliano, in risposta a recenti episodi che hanno coinvolto cittadini europei e a dichiarazioni pubbliche considerate offensive.

La questione sottolinea la complessità delle relazioni diplomatiche e la necessità di un approccio coordinato a livello di Unione Europea.

La posizione italiana e i dettagli delle sanzioni UE

La richiesta di sanzioni contro Ben Gvir, promossa dall'Italia, è una diretta conseguenza di specifici episodi. Tra questi, l'arresto di cittadini della Flotilla è stato giudicato illegittimo da alcuni governi europei. Il ministro Tajani ha enfatizzato il ruolo attivo dell'Italia nella promozione di queste misure restrittive in sede europea. La questione delle sanzioni non si esaurisce con Ben Gvir: la possibilità di estenderle ad altri membri del governo israeliano, come il ministro Smotrich, resta aperta e sarà oggetto di ulteriori valutazioni nei prossimi incontri tra i ministri degli Esteri dell'Unione Europea.

Il contesto europeo e la ricerca di un consenso

All'interno dell'Unione Europea, non è stato ancora raggiunto un consenso unanime sull'imposizione di sanzioni contro il ministro Itamar Ben Gvir. La discussione tra i ministri degli Esteri dei Paesi membri è tuttora in corso, e alcune delegazioni hanno espresso riserve sulla misura proposta. La decisione finale richiederà l'accordo di tutti gli Stati membri, come stabilito dalle procedure dell'UE in materia di politica estera e sicurezza comune. Questa necessità di unanimità rende il percorso verso l'adozione delle sanzioni particolarmente complesso.