Il vicepresidente del Consiglio Regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo di Basilicata Casa Comune, ha denunciato una "vicenda gravissima": oltre sei milioni di euro delle compensazioni ambientali sono trattenuti da Eni per coprire i debiti di Acquedotto Lucano. Chiorazzo ha criticato il "silenzio prolungato" della Giunta Bardi, che da oltre un anno e mezzo non risponde a interrogazioni e richieste di accesso agli atti sull'uso di tali risorse.

Interrogativi su fondi e progetti energetici

Chiorazzo ha chiesto perché Eni trattiene direttamente i fondi e perché queste "entrate certe" per la Regione non siano disponibili nel bilancio, ipotizzando un legame con il ritardo nell'assestamento.

Ha domandato chiarimenti anche sui 14 milioni di euro del "contratto ponte" con Eni per l'energia di Acquedotto Lucano, in attesa dei tre impianti fotovoltaici finanziati con le compensazioni. Questi impianti (Aliano, Irsina, Lavello), un investimento di 55 milioni di euro per circa 49 MW, destinati all'autonomia energetica dal 1° gennaio 2026, non sono stati realizzati. Le compensazioni ambientali continuano così a coprire debiti e bollette, anziché finanziare investimenti strategici.

Richiesta di inchiesta e responsabilità

I consiglieri di Basilicata Casa Comune hanno annunciato la richiesta di una Commissione d'inchiesta sull'uso delle risorse per lo sviluppo della Basilicata, evidenziando che sei milioni di euro sono trattenuti da Eni per bollette e interessi di mora di Acquedotto Lucano, che ha accumulato oltre 8,4 milioni di euro di debiti totali.

La Giunta Bardi è accusata di nascondere il fallimento dei progetti non-oil e lo spreco delle risorse petrolifere. Si richiede chiarezza sui responsabili di ritardi, deviazione fondi e responsabilità amministrative, gestionali e contabili; le risorse non devono coprire inerzie e incapacità del governo Bardi e del management di Acquedotto Lucano.