La Südtiroler Volkspartei (Svp), per voce del suo presidente e deputato Dieter Steger, ha ribadito l'impegno a difendere lo status quo dei collegi elettorali del Senato in Alto Adige, in vista della seconda lettura della legge elettorale. Steger ha sottolineato l'imperativo di scongiurare il ridimensionamento del collegio Bolzano-Bassa Atesina, evidenziando come i comuni di Nova Ponente e Monte San Pietro siano già inclusi nel collegio di Bressanone.
Il presidente della Svp ha inoltre sostenuto il compromesso raggiunto con il governo, ritenuto fondamentale per garantire un ancoraggio internazionale anche ai collegi della Camera.
Secondo Steger, la nuova configurazione geografica elettorale, che prevede due collegi con una marcata impronta linguistica tedesca e uno di lingua italiana, comporterebbe un indebolimento della tutela delle minoranze sul piano giuridico e una penalizzazione politica per l'Alto Adige. Ha infine osservato che la prosecuzione dell'iter legislativo non è garantita, a causa della perdita di numeri della maggioranza di governo durante le recenti turbolenze parlamentari.
Malumori interni alla Svp e modifiche ai collegi
Le proposte di modifica ai confini del collegio senatoriale Bolzano-Bassa Atesina stanno generando un diffuso malcontento all'interno della Svp. La riforma della legge elettorale prevede lo spostamento di cinque comuni dell'Oltradige al collegio Merano-Val Venosta e di un comune della Bassa Atesina a quello di Brunico-Val Pusteria, con l'obiettivo dichiarato di favorire l'elezione di un candidato di lingua italiana.
In segno di protesta, il sindaco di Trodena, Michael Epp, ha lasciato l'ala conservatrice del partito, Plattform Heimat, e non esclude un'uscita definitiva dalla Svp.
Per affrontare la situazione, la direzione della Volkspartei ha convocato una riunione straordinaria. L'ex senatore Oskar Peterlini, già eletto nel collegio in questione, ha espresso una ferma critica, dichiarando che la modifica «viola in modo grave il Pacchetto d'autonomia». Peterlini ha ricordato che la delimitazione dei collegi fu il frutto di lunghe trattative e che il Pacchetto d'autonomia prevede una «agevolazione» per entrambi i gruppi linguistici ad avere almeno un rappresentante a Roma, ma non una «garanzia». Anche l'associazione degli ex eletti della Svp ha manifestato posizioni critiche.
Un emendamento presentato da Dieter Steger, già votato alla Camera ma non ancora al Senato, propone uno scambio di note con l'Austria in merito alla questione.
Il ruolo storico della Südtiroler Volkspartei
La Südtiroler Volkspartei (Svp) è un partito politico autonomista di primaria importanza nella provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige. Fondata nel 1945, la Svp rappresenta prevalentemente la popolazione di lingua tedesca e ladina della regione, fungendo da interlocutore centrale nelle dinamiche legate all'autonomia e alla tutela delle minoranze linguistiche. Storicamente, il partito ha giocato un ruolo determinante nella definizione delle normative che regolano la rappresentanza politica sia a livello locale che nazionale, in particolare attraverso l'implementazione del cosiddetto Pacchetto d'autonomia, che disciplina i complessi rapporti tra la provincia di Bolzano, lo Stato italiano e l'Austria.