Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Toni Matarrelli, ha commemorato l'ex assessore Guglielmo Minervini, scomparso nel 2016, sottolineando come, di fronte alle sfide attuali, Minervini avrebbe adottato un approccio critico ma costruttivo. Secondo Matarrelli, Minervini non si sarebbe limitato a evidenziare «ciò che non funziona», ma si sarebbe impegnato attivamente per «individuare soluzioni necessarie e indispensabili per i cittadini».

L'omaggio è avvenuto in occasione di «Generare il futuro», un'iniziativa organizzata dall'aula consiliare per celebrare il decimo anniversario dalla morte dell'ex sindaco di Molfetta e assessore alla Trasparenza della Regione Puglia.

Matarrelli ha rievocato il suo primo incontro con Minervini nel 2010, quando era un giovane consigliere regionale alla sua prima esperienza. Ha espresso profonda ammirazione per l'«abnegazione, la competenza e soprattutto l'energia» che Minervini dimostrava. Il presidente ha evidenziato come l'ex assessore fosse instancabile nella sua ricerca di soluzioni ai problemi, coinvolgendo attivamente le persone e, in particolare, i giovani, ai quali conferiva un ruolo da protagonisti.

Il suo operato è stato descritto come «un potere mai fine a se stesso», ma piuttosto un «ruolo istituzionale messo al servizio della comunità e della collettività». Matarrelli ha concluso il suo intervento affermando che «il suo ricordo rimane vivo e rimane vivo anche il suo insegnamento».

La figura di Guglielmo Minervini: una carriera al servizio della Puglia

Guglielmo Minervini ha rappresentato una figura di spicco nel panorama politico pugliese. Ha ricoperto la carica di sindaco di Molfetta dal 1994 al 2001 e quella di consigliere regionale della Puglia dal 2005 fino alla sua prematura scomparsa, avvenuta il 2 agosto 2016 all'età di 55 anni. Nel corso della sua attività in Regione, ha ricoperto diversi incarichi assessorili, tra cui Trasparenza, cittadinanza attiva, sport, politiche giovanili, mobilità e trasporti.

Tra le sue iniziative più significative si annoverano il programma «Bollenti spiriti», volto a promuovere la formazione e l'avvio al lavoro per migliaia di giovani pugliesi, il bando per il riuso sociale dei beni confiscati alla mafia e la riorganizzazione degli uffici regionali.

Questi progetti hanno testimoniato il suo impegno concreto per lo sviluppo del territorio e il benessere dei cittadini.

La "politica generativa" e l'eredità di Minervini

La visione politica di Minervini era profondamente radicata nel concetto di «politica generativa», un approccio mirato a trasformare le istituzioni in veri e propri laboratori di partecipazione e cambiamento. Già nel 1985, aveva fondato la «Casa per la Pace» a Molfetta, un punto di riferimento cruciale per la lotta alla criminalità giovanile, dimostrando una precoce attenzione alle dinamiche sociali.

Oltre al suo impegno politico, Minervini è stato docente di informatica, fondatore della casa editrice «La Meridiana» e collaboratore di importanti quotidiani nazionali.

La sua filosofia della «politica generativa» si è concretizzata in iniziative come il programma «Bollenti spiriti», che ha incarnato pienamente l'idea di un'azione politica capace di creare valore e opportunità per la collettività, lasciando un'eredità duratura nel tessuto sociale e istituzionale della Puglia.