Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che la Russia si riserva il diritto di attuare una risposta equivalente e mirata ai sequestri di navi mercantili russe operati da alcuni Paesi europei. Questa ferma dichiarazione è stata rilasciata il 12 agosto 2026, durante una visita a bordo dell'incrociatore Varyag, nave ammiraglia della flotta russa del Pacifico, dove Putin ha assistito a importanti manovre militari.

Putin ha categoricamente definito i piani di alcuni Stati europei di sequestrare imbarcazioni mercantili russe come veri e propri atti di "pirateria e rapina".

Ha sottolineato con forza che Mosca non esiterà a replicare con azioni analoghe, scegliendo di agire "in qualsiasi mare dove ritenga necessario e opportuno". Il presidente russo ha evidenziato come le autorità di alcuni Paesi, agendo in palese violazione della legge marittima internazionale, stiano attivamente cercando di limitare il movimento delle navi appartenenti a operatori economici russi, che ha definito "pacifici". Ha inoltre denunciato l'idea, recentemente avanzata, di sequestrare navi russe e di rivendere la proprietà così sottratta, ribadendo che tali iniziative non possono essere considerate altro che atti di pirateria e rapina.

La posizione di Putin e il quadro delle tensioni internazionali

Qualora i sequestri di navi russe dovessero concretizzarsi nella pratica, la Russia si vedrà "costretta a rispondere in modo equivalente", ha avvertito il presidente Putin. Ha ulteriormente chiarito che le contromisure russe potrebbero non essere limitate alle stesse acque in cui si verificano le incursioni contro le navi del suo Paese. Al contrario, la risposta avverrà "dove noi stessi riteniamo necessario e opportuno, ovunque, compresa nell'area di responsabilità della flotta del Pacifico", indicando una potenziale estensione geografica delle rappresaglie.

I sequestri di navi russe in Europa: il caso emblematico della petroliera Deliver

Il contesto di queste dichiarazioni è segnato da una serie di episodi simili: dall'inizio del 2026, almeno nove navi sospettate di essere impiegate dalla Russia per eludere le sanzioni occidentali sono state sequestrate in diverse località europee. Un caso particolarmente emblematico è quello della petroliera Deliver, ritenuta parte della cosiddetta "flotta ombra" russa. Questa imbarcazione è stata intercettata e sequestrata dalla marina francese al largo della Sicilia, per poi essere scortata e condotta nel Golfo di Fos, nelle vicinanze di Marsiglia. Le autorità francesi hanno reso noto che la nave rimarrà ancorata e a disposizione del procuratore di Marsiglia, nell'ambito di un'indagine approfondita sul presunto reato di navigazione sotto bandiera falsa.

Una fonte militare ha specificato che la Deliver operava sotto bandiera camerunese, nonostante fosse stata formalmente cancellata dal registro del Camerun settimane prima, una condizione che configura una chiara violazione del diritto marittimo internazionale e ha permesso l'intervento francese.

L'ambasciata russa in Francia ha espresso una ferma condanna per il sequestro della Deliver, definendolo "un altro caso di pirateria" e giudicandolo "illegale e inaccettabile dal punto di vista del diritto internazionale". Questi episodi si inseriscono in un quadro di crescenti tensioni tra la Russia e i Paesi europei, alimentate sia dall'applicazione delle sanzioni internazionali imposte a Mosca, sia dalla contesa per il controllo e la sicurezza delle rotte marittime globali.