Il coordinamento di Altra Idea di Città (Aic) di Ancona ha espresso una ferma condanna nei confronti del recente decreto scuola del Governo, diffondendo una nota il 28 settembre 2026. L'organizzazione contesta in maniera decisa le disposizioni relative alla presenza degli alunni stranieri nelle classi, etichettando la misura come pura propaganda xenofoba. La critica si concentra in particolare sul controverso tetto del 30% di studenti di origine non italiana per classe e sulla urgente necessità di interventi concreti in termini di risorse, personale scolastico qualificato, potenziamento dell'insegnamento dell'italiano come seconda lingua e un migliore funzionamento dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia).
Aic, richiamando lo slogan evocativo “Qui nessuno è straniero”, sottolinea come il decreto intervenga direttamente negli ambienti educativi, ponendo la presenza degli studenti immigrati come una problematica centrale da risolvere. Il coordinamento ricorda che la soglia del 30% non è una novità, essendo stata introdotta già nel 2010 con l'intenzione dichiarata di prevenire la formazione di classi ghetto. Tuttavia, Aic evidenzia che tale norma è rimasta, di fatto, sostanzialmente inapplicata. La ragione di questa inefficacia, secondo la nota, risiede nella concentrazione dei figli dei lavoratori immigrati in specifiche aree urbane e quartieri, una dinamica strettamente correlata alle politiche urbanistiche e alle dinamiche del mercato degli alloggi.
Le critiche di Aic su classi, quartieri e risorse necessarie
Nella sua nota, Altra Idea di Città stabilisce un chiaro legame tra la distribuzione degli alunni immigrati e la composizione socio-economica dei territori, smentendo l'idea che sia una scelta autonoma delle famiglie. Il coordinamento mette inoltre in luce il ruolo fondamentale degli studenti immigrati nel mantenimento di classi e scuole, citando le preoccupazioni espresse da diversi sindaci, incluso quello di Ancona, i quali hanno evidenziato come l'assenza di questi alunni porterebbe alla chiusura di numerose classi e interi istituti. Il testo include anche riferimenti diretti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente marchigiano Francesco Acquaroli, inserendoli nel contesto di una più ampia critica politica al decreto.
Il gruppo sposta poi l'attenzione sulle dotazioni strutturali e di personale delle scuole. La nota denuncia che agli istituti non vengono garantite risorse finanziarie e umane sufficienti per promuovere efficacemente l'integrazione e l'insegnamento dell’italiano come seconda lingua. Aic menziona specificamente la carenza di organico per la classe di concorso A-23, dedicata alla Lingua italiana per discenti di lingua straniera, e per il potenziamento linguistico, descrivendo tali risorse come gravemente insufficienti. La nota aggiunge che queste limitate disponibilità vengono, purtroppo, spesso impiegate in modo improprio per coprire le supplenze, compromettendo ulteriormente gli obiettivi di integrazione e apprendimento linguistico.