Natascia Maesi, presidente nazionale di Arcigay, è intervenuta ad Aosta il 26 settembre 2026, a margine dell’Aosta Pride 2026, per esprimere la sua posizione sul decreto legge riguardante la scuola e, in particolare, sul tema cruciale dell’accesso all’istruzione per bambini e ragazzi provenienti da contesti diversi. La sua dichiarazione, rilasciata alle 17:58 nel quadro della manifestazione valdostana, ha posto al centro del dibattito il delicato rapporto tra le recenti misure scolastiche, la condizione delle persone migranti e il fondamentale diritto allo studio.

Nel suo intervento, Maesi ha stabilito un chiaro collegamento tra il dibattito in corso sul provvedimento legislativo e il linguaggio pubblico utilizzato in riferimento alle persone migranti. Ha citato esplicitamente il riferimento alla remigrazione, le misure che, a suo dire, prendono di mira specificamente le persone migranti e l’ipotesi di classi che, secondo le sue parole, rischiano di escludere bambini con altre provenienze. La presidente nazionale di Arcigay ha sostenuto con forza che tale approccio non garantisce il diritto all’istruzione a tutte le persone che giungono in Italia e che, con il loro contributo, partecipano attivamente alla crescita del Paese e all’economia del territorio.

Le dichiarazioni a margine dell’Aosta Pride

Nel passaggio più significativo della sua dichiarazione, Maesi ha affermato che le misure e i discorsi da lei richiamati incidono direttamente e profondamente sull’accesso alla scuola. Il suo riferimento specifico è rivolto ai bambini e alle persone con diverse provenienze, richiamati nel contesto del decreto scuola. La presidente nazionale di Arcigay ha utilizzato l’espressione “non garantire il diritto all'istruzione” per evidenziare la grave criticità individuata nelle classi che, a suo giudizio, presentano il rischio concreto di escludere una parte significativa degli alunni.

Maesi ha poi aggiunto che il quadro da lei delineato fa intravedere “un brutto mondo”, un’espressione che sottolinea la sua preoccupazione per le derive sociali.

Nello stesso intervento, ha definito i Pride, specialmente quelli organizzati nelle realtà periferiche, come autentici luoghi di possibilità e importanti spazi di resistenza, da coltivare e valorizzare ogni giorno. Questo riferimento resta strettamente legato all’Aosta Pride 2026, dove la dichiarazione è stata rilasciata a margine della manifestazione.

Il dibattito sul provvedimento scolastico

Il confronto pubblico sul decreto in questione include anche la discussione relativa all'introduzione di un tetto massimo del 30% per la presenza nelle classi di studenti stranieri che non possiedono una conoscenza adeguata della lingua italiana. In merito a questo aspetto, Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione e al Merito, ha descritto il provvedimento come una misura chiaramente orientata a favorire l'integrazione e l'inclusione. L'obiettivo dichiarato è quello di contrastare efficacemente la dispersione scolastica e di sostenere in modo mirato l’apprendimento della lingua italiana.