Il primo settembre 2026 ha segnato la nascita di un'iniziativa promossa da un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali della Lega, volta a sollecitare la convocazione del congresso federale della storica Lega Nord. Questo nuovo organismo, denominato Comitato per la convocazione del congresso federale, si articola attorno alla struttura della Lega Nord, la quale, pur dopo il 2017, è rimasta formalmente attiva. Al centro di questa mossa politica vi sono questioni cruciali come il controllo della Lega Nord, il ruolo ricoperto dall'attuale commissario Igor Iezzi e, più in generale, il rapporto con la gestione politica del segretario Matteo Salvini.

Tra i principali promotori di questa iniziativa figura Gianluca Pini, ex parlamentare che, sebbene abbia lasciato il Carroccio, mantiene ancora una posizione all'interno del consiglio federale della Lega Nord. L'obiettivo esplicito delineato dagli organizzatori è duplice: da un lato, ottenere la celebrazione del congresso della Lega Nord e, dall'altro, intervenire per modificare l'attuale assetto della struttura. Quest'ultima è oggi sotto la guida del commissario Igor Iezzi, figura considerata strettamente vicina a Salvini. La persistenza formale della struttura della Lega Nord, anche dopo il 2017, è legata in parte alla necessità di gestire la restituzione allo Stato dei 49 milioni di euro, un aspetto che ne sottolinea la continua rilevanza legale e organizzativa.

La richiesta del congresso e il ruolo del Comitato

Il Comitato per la convocazione del congresso federale emerge con una chiara e specifica richiesta: quella di convocare l'assise federale della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, un appuntamento statutario che non si tiene da ben nove anni. Questa iniziativa proviene da una porzione significativa dell'area nordista del partito e si prefigge l'ambizioso scopo di ridare centralità politica al vecchio contenitore della Lega Nord. Tale entità, pur essendo rimasta "congelata" per un lungo periodo, non è mai stata formalmente cancellata dagli statuti, mantenendo una sua potenziale vitalità.

Gli organizzatori del comitato pongono la loro azione in stretta correlazione con il rispetto delle norme statutarie del partito.

Non escludono, inoltre, la possibilità di intraprendere azioni legali qualora fosse necessario per assicurare la celebrazione del congresso. La loro richiesta, pertanto, si concentra sulla vita interna e sulla governance della struttura federale, con la ferma intenzione di riportare le decisioni fondamentali all'interno dell'assise congressuale, come previsto dal regolamento interno.

Le dinamiche interne e le tensioni nella Lega

La costituzione di questo comitato si inserisce in un contesto di crescenti tensioni interne alla Lega, in particolare per quanto concerne il ruolo e il peso della componente nordista. Nell'area lombarda, in particolare, si sono manifestate richieste insistenti per un maggiore peso per i territori all'interno delle decisioni del partito.

Tra le figure di spicco che hanno espresso tali istanze si annoverano Attilio Fontana e Massimiliano Romeo, i quali hanno sollecitato una risoluzione di queste problematiche prima dell'importante appuntamento di Pontida.

Il dibattito in corso è strettamente connesso alla distinzione tra la storica Lega Nord e la più recente Lega Salvini Premier. In quest'ultima sono confluiti molti dirigenti e parlamentari leghisti, e la sua ascesa ha talvolta messo in ombra la struttura federale originaria. L'iniziativa del comitato può essere interpretata come una contestazione interna alla gestione di Matteo Salvini, con l'obiettivo di riaffermare l'identità e l'autonomia della componente nordista e dei suoi principi fondanti.