Il 3 settembre 2026 a Dro, Angelo Bonelli (AVS, Europa Verde), è intervenuto alla contromanifestazione contro il raduno “Ritorno a Camelot” di Veneto Fronte Skinheads. Ha contestato la scelta del ministro Piantedosi e del governo di non vietare l’incontro, definito un raduno di neonazisti da tutta Europa.
Bonelli ha focalizzato la sua dichiarazione sull’autorizzazione dell’evento e sul network Blood & Honour. Ha affermato: “Il ministro Piantedosi ha commesso non solo un errore, ma dimostrato la vera faccia di questo governo, autorizzando un incontro tra neonazisti, tra l'altro di un network il cui governo britannico l'ha dichiarato organizzazione terroristica, mi riferisco a Blood & Honour”.
Accuse al Governo e Legge Mancino
Bonelli ha sostenuto che l’incontro andava vietato in base alla legge Mancino. Ha associato il raduno all’apologia di razzismo e all’istigazione all’odio razziale, accusando Piantedosi di una posizione contraria alla Costituzione repubblicana antifascista. Ha criticato direttamente la presidente del Consiglio: “Ci troviamo di fronte a una manifestazione che aggrega neonazisti da tutta Europa. Cosa deve aspettare il governo per dire no? Evidentemente Giorgia Meloni, in difficoltà elettorale, vuole anche i voti dell'area neofascista di questo Paese”.
Il riferimento normativo è la legge 25 giugno 1993, n. 205 (decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122), su misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
La cornice è quella delle norme italiane contro discriminazione e odio.
La Contromanifestazione e il Passaggio su Vannacci
La contromanifestazione a Dro ha ospitato l'intervento di Bonelli. Un passaggio su Vannacci è menzionato nel titolo della sezione, ma i dettagli non sono forniti.