Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, hanno formalmente interrogato la Giunta regionale della Basilicata in merito allo stato di aggiornamento, digitalizzazione e accessibilità del Registro Nominale delle Cause di Morte. L'iniziativa politica mira a fare chiarezza sui dati relativi alla mortalità dei cittadini lucani e sull'intero processo di gestione delle schede di morte, che coinvolge i Comuni, le Aziende sanitarie locali e l'Osservatorio epidemiologico regionale. Al centro della loro richiesta vi è una domanda fondamentale: «Quanto sono realmente aggiornati i dati sulla mortalità in Basilicata?».

L'interrogazione presentata dalle consigliere Araneo e Verri sollecita risposte precise riguardo all'anno a cui risalgono gli ultimi dati consolidati e validati disponibili. Viene inoltre chiesto di chiarire le ragioni dei ritardi che si verificano nelle fasi di trasferimento, codifica e digitalizzazione delle schede di morte. L'obiettivo è fare luce sull'intero flusso informativo che lega i Comuni, le Aziende sanitarie e l'Osservatorio epidemiologico regionale, al fine di comprendere lo stato attuale del registro e la reale disponibilità di informazioni attendibili sulla mortalità nei diversi territori della Basilicata.

Le richieste per la Giunta regionale

Nel dettaglio delle loro richieste, Alessia Araneo e Viviana Verri hanno invitato la Giunta regionale a fornire un quadro esaustivo sullo stato del Registro Nominale delle Cause di Morte e a specificare il livello di accessibilità dei dati in esso contenuti.

Le consigliere hanno inoltre esortato l'esecutivo regionale a promuovere investimenti significativi nella digitalizzazione dei flussi informativi, nel potenziamento delle risorse umane dedicate alla gestione del registro e nell'aggiornamento delle dotazioni tecnologiche necessarie.

Un punto cruciale dell'interrogazione riguarda la richiesta di maggiore trasparenza. Le rappresentanti del M5S hanno proposto l'istituzione di un portale pubblico open data, che permetta la consultazione di dati aggregati e costantemente aggiornati sulla mortalità nei territori lucani, garantendo al contempo il pieno rispetto della privacy dei singoli individui. L'iniziativa politica sottolinea con forza il diritto dei cittadini a disporre di informazioni chiare e tempestive sulla mortalità.

«I cittadini hanno diritto a sapere», si legge nel testo dell'interrogazione, evidenziando come tali informazioni siano essenziali non solo per la popolazione, ma anche per i sindaci, che necessitano di dati attendibili per la gestione delle proprie comunità, e per la sanità pubblica, chiamata a programmare interventi e strategie basandosi su quadri informativi attuali e non su dati obsoleti.

Il processo di raccolta dei dati di mortalità

La genesi del dato sulle cause di decesso risiede nella scheda di morte, un documento standardizzato predisposto dall'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). La compilazione di questa scheda è affidata al medico curante o al professionista sanitario che ha fornito assistenza alla persona deceduta. In base al