Diego Romeo, lo scrittore romano, nel suo ultimo libro: "I nostri fratelli", racconta dieci storie vere di uomini e donne extracomunitari. I racconti sono definibili favole nere e per la stragrande maggioranza con un finale drammatico. Cronache di eroi imperfetti ma determinati, che migliorano e si migliorano, ridisegnando esistenze che sembravano già stabilite.

Lo scrittore, per raccontare tali storie, si immedesima in un cittadino armeno che ha vissuto esperienze piene di sofferenze e terrore tra sangue e polvere da sparo, oppure in una donna senza genitori cresciuta in un campo profughi, e poi ancora in un uomo che ha perso prima la moglie, i soldi e perfino le scarpe e via dicendo. 

Una raccolta di racconti appassionata quanto vera, che entra in punta di piedi dentro le vite di persone che vivono al margine, narra di storie nascoste dagli anni, dalle guerre e dalla vergogna, con nuovi inizi o, purtroppo, crudeli epiloghi.

Cosa ti ha spinto a scrivere? 

I racconti porteranno il lettore ad analizzare i fatti legati alla nuova condizione sociale dell’Italia. Si sente parlare di poveri e di stranieri, ma anche di giovani che non hanno futuro. Ebbene questa raccolta vuole essere uno strumento per capire e valutare meglio il nostro presente. Oggi tutti i media vogliono giudicare senza capire quelle che sono le realtà dei poveri e degli emarginati non convenzionali. 

Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?

I racconti non vogliono giudicare i protagonisti ma far capire le loro vite. Spesso quando vediamo un povero tendiamo a colpevolizzarlo, pensando che in fondo se l’è cercato, senza fare lo sforzo di capire o di sapere la sua storia. Il mio intento è quello di creare una finestra dalla quale poter vedere senza filtri la società che ci circonda. Come dicevo prima, anche se rivisti e romanzati, tutti e dieci i racconti, tranne l’ultimo che è volutamente inventato e satirico, sono tratti da storie vere. 

Progetti per il futuro? Nuovi libri?

Ad Aprile uscirà un mio nuovo libro: un romanzo storico sul genocidio degli armeni, ma di questo spero di parlarvene meglio un'altra volta, perché ci tengo particolarmente visto il delicato tema trattato.

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Per il resto sicuramente finirò la mia saga fantasy delle “Lande Percorse” e poi vedremo dove mi porterà un'altra avventura.  #Libri #Cultura Roma