Il comune di Fonte Nuova ai bordi di Roma, 32 mila abitanti circa, già carente di strutture pubbliche (ASL e Ospedale sono a Monterotondo, come la maggior parte delle strutture pubbliche) torna alla ribalta delle cronache per un fatto increscioso: la Croce Rossa viene ‘sfrattata’ dalla propria sede. Non ha un ospedale, bensì una clinica per riabilitazioni e molte case di riposo per anziani (circa una decina), laboratori di analisi, ma non un pronto soccorso, il più vicino è a 10 km a Monterotondo, a 12 il Sant’Andrea sul Grande Raccordo Anulare

Sempre in lotta per la sopravvivenza

Non essendoci mai stati dei locali realizzati appositamente per la Croce Rossa, sono stati sempre utilizzati quelli di una scuola pubblica primaria, attualmente la scuola media ‘Aldo Moro’ in via Nomentana, nella frazione conosciuta come Tor Lupara.

In precedenza la sede delle Croce Rossa necessaria per il ricovero dell’ambulanza e dei mezzi aveva sede presso i locali in un plesso dello stesso istituto comprensivo in via Cuoco, a pochi passi dalla Protezione Civile, anch'essa ricavata su un terreno privato. Prima ancora la sede era in via Machiavelli, e un anno è stata a casa del fondatore, Marcello Fabriani nel 2001. Ora la scuola proprietaria degli attuali locali di cui usufruisce, li rivuole indietro per la sua attività e il prossimo 23 maggio la C.R.I. dovrà andarsene. Tutto d'accapo.

I servizi effettuati negli anni

Un volontario ci confida che  "Nelle convenzioni col Comune, a spese nostre facevamo le manifestazioni pubbliche, corsi nelle scuole, tanti i servizi privati gratis e spesso solo con contributi liberi o con quote fissate dalla Croce Rossa Italiana".

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Benzina, usura mezzi e tutte le spese erano a carico dei volontari. "Effettuavamo anche servizio di trasporto per disabili o gli invalidi al 100% chiedendo un contributo, spesso se erano indigenti lo facevamo gratis". Ogni anno il Comune deliberava -dalla sua istituzione- circa 10 mila euro o poco più-  contributo che ovviamente non riusciva a coprire se non una piccola parte delle spese affrontate. Il grande lavoro era però il soccorso diurno e in parte notturno 'se serviva' : "se chiamava l'ospedale effettuavamo servizio volontario... e di corsa".

Un servizio prestigioso e stimato da tutti

Il servizio ha funzionato in questi anni secondo una disposizione che faceva in parte capo al 118, le ambulanze essendo fornite secondo disponibilità e secondo la distribuzione degli ospedali nell'area. La sede offriva un servizio proporzionato alle sue possibilità. La CRI di Fonte Nuova dispone di 2 Fiat Doblò e due ambulanze comprate con i soldi delle sottoscrizioni e da donazioni libere, e presso la sede venivano effettuati interventi e assistenza se necessario, tanto da divenire una ricchezza per il territorio già così sottoprodotto culturalmente che socialmente, nonché privo di infrastrutture sanitarie di primo soccorso.

La Presidente: 'Il Comune assurdamente non ha rinnovato convenzione'

Cristina Paoli, la presidente della Cri locale dichiara: "Il Comune dovrebbe fare qualcosa per risolvere questo problema, Il Comune  - riferendosi agli assessori con i quali si sono avuti colloqui- non riesce a trovare una soluzione se non tra anni. Erano in corso trattative proprio quando in giunta c'è stato un rimpasto e i nuovi interlocutori non sembrano avere la situazione sotto controllo: "Il Comune ha cancellato una nuova bozza di convenzione costituita da una serie di servizi volontari che attualmente stiamo facendo come la prevenzione al centro anziani o i corsi con i medici della terza età e i pacchi viveri -non avendoci fornito il Comune i nominativi- stiamo dandoli alla Caritas o alle case famiglia del territorio". Io ho la sede operativa per le emergenze deliberata dal Consiglio comunale, non capisco come si possa non rinnovare un sevizio così indispensabile." E non lo capiscono nemmeno i cittadini, i quali si stanno mobilitando per effettuare forme di protesta presso la casa comunale. #Ticket sanitari #Cronaca Roma