Non solo Napoli, anche Roma è, a suo malgrado, protagonista di un'imbarazzante problematica che richiede un'urgente risoluzione: la questione rifiuti. I problema può, come è facilmente intuibile, creare gravi conseguenze per la natura e l'ambiente. Purtroppo, negli ultimi anni il problema dell'inquinamento a Roma si sta aggravando e ciò contribuisce all'espansione del buco dell'ozono ed all'infezione della stessa aria, che diviene meno salubre e poco respirabile. Presso la nostra Capitale, è l'AMA S.P.A ad occuparsi dello smaltimento di rifiuti, spesso ingombranti, come mobili ed elettrodomestici. La società inoltre ha il compito di pulire i vari quartieri di Roma da materiale pericoloso e deleterio per la salute umana, presso alcuni centri adibiti alla raccolta di tali oggetti e sostanze perniciose.

Nonostante il lavoro costante e responsabile, l'operato dell'Ama non sembra bastare ad arginare il problema rifiuti in città. La Regione Lazio ed il ministero dell'ambiente stanno cercando di individuare siti per la creazione di una nuova discarica. Il vero problema non è valorizzare i rifiuti quindi, ma dove metterli! 

Il caso Labaro e di altri quartieri

Se Prima Porta sta affrontando la questione della raccolta differenziata porta a porta, senza alcuna presenza di cassonetti, a poca distanza c'è anche il quartiere Labaro che sicuramente non se la passa meglio. In tale zona ci sono infatti pattumiere colme di rifiuti, che non possono essere trattenuti all'interno di esse a causa della quantità sproporzionata. Altre zone ad "allarme rosso" sono: Saxa Rubra, Via Dalmine (vicino Prima Porta) e Via Rubra.

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Cassonetti ricolmi e stracolmi, vere e proprie discariche a cielo aperto. Colpa anche dell'inciviltà di alcuni cittadini e del fenomeno del migraggio dei rifiuti. Un ulteriore problema è l'arrivo della stagione calda e dell'aumento di temperatura: tutto ciò farà sprigionare nell'aria odori nauseabondi provenienti dall'immondizia. I cittadini romani sono stufi della situazione, così come Labaro non ci tiene ad essere considerata una sorta di discarica nord del XV Municipio

OBIETTIVO DIFFERENZIATA AL 75%

Roma è un museo tramutato in stalla. Il degrado prodotto dalla sporcizia e dai cumuli di rifiuti è incalcolabile e la situazione del quartiere Labaro purtroppo ne è un triste esempio. Toglierò dalle strade i cassonetti, generalizzando e completando il passaggio della raccolta “porta a porta”, che consente di separare a monte i rifiuti, di trattarli con più cura e attenzione, di conferirli correttamente alle filiere del riciclo e del recupero. Per la gestione dei rifiuti la parola d’ordine è “rifiuti zero” come obiettivo strategico. Spingendo al massimo l’acceleratore con il “porta a porta”, entro il mio primo mandato conto di raggiungere il 75% di raccolta differenziata. Non è un miraggio o una promessa a vanvera. Si può fare, con la regola delle “quattro R”: riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero. Non è tutto. Ho intenzione immediatamente di potenziare gli impianti di trattamento e selezione, quello di compostaggio a Maccarese, chiudendo il ciclo dei rifiuti, senza bisogno di nuovi termovalorizzatori e smettendo di spedire a pagamento rifiuti fuori Roma: una loro gestione virtuosa li trasforma in una risorsa, come se fossero “materie prime” recuperate da reimmettere sul mercato. I termovalorizzatori esistenti saranno sufficienti per gestire la parte residua dei rifiuti prodotti, e la loro progressiva minore utilizzazione andrà di pari passo con la fine del loro ciclo vitale.  #Politica Roma #Cronaca Roma #Rifiuti tossici