Una corsa a quindici, anche se i big saranno solamente cinque. E proprio le elezioni Comunali per eleggere il nuovo Sindaco di Roma hanno messo in risalto i problemi presenti nella Capitale, con cui giornalmente i cittadini romani si scontrano. Problemi usati come battaglie e slogan in campagna elettorale, ma che spesso cadono nell'oblio. Uno su tutti è sicuramente il problema relativo ai campi nomadi, spesso messi in risalto dalla cronaca nera locale e nazionale.

Attualmente sono venti i campi presenti nella Capitale (di cui solamente sette sono regolari): soprattutto quelli abusivi riempiono abitualmente le pagine di cronaca quotidiana nazionale, per via della microcriminalità che si sviluppa all'interno di questi ultimi.

Troppe situazioni contorte che portano rabbia e avversità nei confronti delle minoranze etniche: la popolazione romana, per via di molti fatti di cronaca che spesso coinvolgono queste popolazioni, hanno sviluppato un senso di rifiuto all'integrazione, spesso alimentato da comportamenti poco conformi proprio da parte delle popolazioni nomadi.

Una situazione di degrado che coinvolge non solo le zone e le aree sopracitate, spesso abbandonate al degrado dagli stessi occupanti, ma che si spostano anche nel centro della città Eterna: nell'ultimo periodo sono troppo frequenti gli episodi di accattonaggio o di furti che avvengono in zone centrali come la stazione Termini, una zona presa spesso di mira dalle popolazioni nomadi.

Temi difficili, poche soluzioni

Queste popolazioni giustificano azioni simili con mancanza di lavoro e situazioni di povertà che spesso portano anche allo sfruttamento di minori.

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Durante i molteplici dibattiti affrontati dai candidati, il problema dell'accattonaggio e lo sfruttamento minorile sono temi toccati molto spesso. Difficilmente però si trova una soluzione: gli abitanti degli accampamenti spesso rifiutano di essere identificati e spesso i diritti dei bambini, come ad esempio quello relativo all'istruzione, non possono essere garantiti dalle istituzioni capitoline. Questo isolamento, spesso volontario, alimenta quel malcontento popolare e frena sempre di più l'integrazione delle minoranze etniche.

Una situazione particolare

Una situazione delicatissima, che rischia di implodere nel breve periodo: già durante la Giunta Marino sono state attuate misure restrittive nei confronti dei campi nomadi non autorizzati, ma la situazione attuale sembra essere ulteriormente peggiorata. Servono dunque misure drastiche ma non invasive: sicuramente la via della mediazione e del dialogo potrebbe attenuare un problema che stringe in una morsa l'intera Capitale.

NUOVO REGOLAMENTO CAMPI NOMADI SARÀ TRA LE PRIME DELIBERE CHE APPROVEREMO

Come ho detto già varie volte non saranno tollerate zone franche, zone in cui il rispetto delle regole e della legge è un optional. L'emergenza dei campi rom di Roma, soprattutto quelli abusivi, va risolta velocemente e senza esitazioni. Non possiamo accettare che chi vive in Italia, chi vive a Roma lo faccia a modo suo. Tra le prime delibere che porterò all'approvazione dell'Assemblea Capitolina ci sarà quella per il nuovo Regolamento dei Campi Nomadi. A Roma non ci saranno più campi nomadi e baraccopoli abusive, le istituzioni hanno il dovere di garantire la sicurezza e la vivibilità del territorio e soprattutto dei cittadini che il territorio lo vivono quotidianamente.