E’ stato sgomberato nella giornata del 10 maggio 2016 un campo nomadi in zona stazione Tiburtina - Portonaccio, in via Mirri, costituito da circa 500 persone facenti parte di numerose famiglie e da circa 80 bambini. Riprendendo un comunicato stampa dell’Associazione 21 luglio, Carlo Stasolla ha dichiarato: "Da oggi circa 600 persone vivranno senza casa. E' l'ennesima dimostrazione di forza di un'amministrazione che è brava a prendersela con i più deboli, ma non dialoga con i cittadini".  A via Mirri sono quindi intervenuti reparti antisommossa dei Carabinieri, della Polizia di Stato e dei Vigili del fuoco in virtù di uno sgombero quantomeno discutibile.

Le cause dello sgombero

I motivi dello sgombero sembrerebbero riconducibili a rischi di crollo della struttura circostante, in quanto il campo occupava parte di un capannone che in precedenza era adibita a deposito autobus Cotral, similmente a quello collocato in via Portonaccio dell'Atac. “C’era un percorso di inclusione a cui venivano sottoposti i bambini che nel caso di questa situazione è stato interrotto” dichiara Carlo Stasolla a rappresentanza dell'Associazione 21 luglio. 

Violazioni denunciate dall'Associazione

Secondo un comunicato dell'Associazione 21 luglio operante nel settore dei diritti umani "Lo sgombero forzato è stato realizzato in evidente violazione degli obblighi internazionali [...] in materia di diritto a un alloggio adeguato. [...] L’operazione non è stata infatti accompagnata da una notifica formale scritta alle famiglie".

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Inoltre, cosa ancora più preoccupante è che, perdendo una collocazione fissa, gli 80 bambini dovranno probabilmente cambiare scuola o perderanno contatti con la scuola di appartenenza, cosa che andrebbe a ledere i diritti dell'infanzia, nel rispetto della Convenzione Internazionale di New York. Gli insegnanti dei bambini si sono addirittura mobilitati - sempre secondo il comunicato dell'associazione - con delle lettere scritte da parte dei bambini, da inviare al prefetto. Una situazione che probabilmente, sotto campagna elettorale, si sarebbe potuta evitare. Durante lo sgombero erano presenti anche rappresentanti del movimento di estrema destra Casa Pound.

SU CAMPI NOMADI SIAMO GLI UNICI AD AVERE IDEE CHIARE

Il problema dei nomadi è un problema di sicurezza e legalità. Lo sgombero di campi abusivi va in questa direzione. Il caso di Via Mirri rappresenta una problematica che da diversi anni si trascina tra le proteste e le preoccupazioni dei cittadini del quartiere, per il degrado e la microcriminalità ad esso legati. Il rischio crollo dell’ex deposito Cotral ha fatto il resto, con colpevole ritardo delle istituzioni. Tra le prime delibere che porterò all’approvazione dell’Assemblea Capitolina ci sarà quella per il nuovo Regolamento dei Campi Nomadi.Il percorso di inclusione e scolarizzazione dei bambini non deve essere interrotto, pur non essendo più tollerabile che, nonostante i fondi impegnati dall’amministrazione capitolina, nella città di Roma 9 bambini rom su 10 non siano mai andati a scuola.