A quasi un mese di distanza dalla chiusura repentina della nota agenzia di viaggi sita nel quartiere San Giovanni di Roma, seguita dall'amara scoperta che chi aveva acquistato presso essa biglietti aerei e pacchetti per le vacanze si è in realtà ritrovato per le mani solamente carta straccia, non ci sono purtroppo novità rilevanti su quello che ormai è diventato un "caso".

Il gruppo degli acquirenti dei "biglietti fantasma"

Le persone che sono state clienti dell'intermediario di viaggi, dopo essersi rese conto di aver pagato per viaggi che non avrebbero mai potuto effettuare, si sono organizzate tra loro, per cercare di avere quantomeno un rimborso delle somme versate invano, non potendo purtroppo recuperare quanto umanamente in questa storia hanno perso in termini di mancati incontri con i familiari, di terribili delusioni riservate a chi davvero credeva di riabbracciare sua madre, suo figlio, e gli affetti più cari.

Dopo un logico primo momento di smarrimento ed indignazione, chi ha acquistato i prodotti di viaggio in detta agenzia, si è trovato a doversi rimboccare le maniche per riuscire a lottare per i propri diritti. Le denunce effettuate in merito ai carabinieri sono decine e decine, e le vittime di questa brutta storia si sono organizzate inoltre organizzate per affrontare insieme le spese processuali che potrebbero derivare da essa, così da poter essere uniti nella battaglia legale che potrebbe portarle ad avere un rimborso, se le indagini portassero all'individuazione del titolare dell'agenzia, al momento irreperibile.

La nuova irreperibilità del titolare

Dopo i primi tempi in cui la persona di riferimento ha provato a tranquillizzare i clienti su Facebook, tramite la pagina ufficiale dell'esercizio commerciale di sua proprietà, e telefonicamente, richiamando i clienti che si sono trovati loro malgrado coinvolti in questa triste storia, il titolare dell'agenzia ha fatto nuovamente perdere le sue tracce, eliminando tutti i suoi post pubblicati dalla chiusura dell'agenzia in poi, e spegnendo il telefono di riferimento che aveva continuato ad utilizzare anche dopo aver chiuso i battenti della sua agenzia.

Al momento, purtroppo, non si può far altro che attendere l'esito delle indagini per sperare in una soluzione che veda ricompensate, sebbene in minima parte, le vittime di questa brutta storia estiva che ha rovinato le vacanze, e nei casi più gravi, buona parte della vita di chi si era affidato all'agenzia per organizzare matrimoni, viaggi di nozze e riunioni familiari nel proprio paese d'origine.