L'election day del 4 marzo verrà ricordato per il grande caos creatosi all'interno dei seggi. Una giornata particolare che ha chiamato alle urne circa 50 milioni di italiani e che ha visto la partecipazione del 73% degli aventi diritto di voto. Una massa oceanica di persone che, nonostante le grandi difficoltà all'interno dei seggi, ha potuto esprimere la propria preferenza. Una giornata lunga e stremante che rimarrà nell'immaginario collettivo italiano per la confusione creatasi all'interno delle sezioni adibite al voto.

Donne nude sui tavoli, esponenti politici che sbagliano seggio o che imbucano le schede senza far tagliare il bollino antitruffa vedendosi invalidare il voto, ma anche lunghe code, sezioni aperte con estremo ritardo ed infine la grande fuga dei Presidenti di seggio, ha caratterizzato il voto italiano del 2018. Un caos elettorale che ha coinvolto tutti, semplici elettori e non. Una situazione che ha visto anziani sentirsi male, costretti ad essere soccorsi dai presenti. Lunghe code che molte volte hanno costretto i presenti a rimandare il voto nel corso della giornata per poi preferire non apporre la propria preferenza ritornando a casa amareggiati.

Grande confusione e disagi nei seggi quale sono le motivazioni?

Numerosi disagi in tutti i seggi italiani, dal sud al nord, dovuti principalmente dai tagliandi antifrode introdotti dal Rosatellum. Una novità che ha colto impreparati tutti, soprattutto i Presidenti di seggio. Un bollino che ha avuto l'onere di contrastare il voto di scambio ma che ha rallentato di molto il lavoro all'interno delle sezioni elettorali, impegnando in molti casi le forze dell'ordine a disciplinare i cittadini in coda.

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Politica Matteo Salvini

Un problema che va affrontato in futuro per cercare di ridimensionare i passaggi. Un nodo che va sciolto per poter consentire al cittadino di esercitare semplicemente un proprio diritto. Sembrano lontani i tempi dove bastava consegnare un documento e la tessera elettorale per esercitare il voto. Dopo la giornata del 4 marzo, però, tutto questo rimarrà solamente un ricordo. I numerosi passaggi per arrivare ad imbucare la scheda ha scatenato l'ira di molti cittadini.

Un iter che ha visto gli scrutatori e i presidenti di seggio in enorme difficoltà. "In questo modo ti passa la voglia di votare", ha esclamato un cittadino fuori al seggio 671 nel quartiere periferico romano La Rustica. Stessa situazione si è vissuta fuori al seggio 655 nella scuola sita in via Delia a Roma. "Roba da matti - ci ha racconta un giovane in fila -. E' la terza volta che torno e ora che sono le 22 la situazione non è cambiata".

Il bollino antifrode, così, da strumento nato per contrastare i brogli elettorali, rischia di essere abbandonato dopo il suo primo utilizzo.Non solo i tagliandi hanno causato confusioneNella capitale italiana, non solo i bollini da tagliare ha rallentato il voto degli elettori ma anche l'errore umano. Al Pigneto, quartiere della periferia est di Roma, la mancanza di timbri e firme sulle schede elettorali ha spinto un cittadino a denunciare l'accaduto al Presidente di seggio bloccando le operazioni.

Momenti di panico che hanno incrementato la già lunga fila dei cittadini. Una situazione analoga si è vissuta nella centralissima Parioli dove un elettore si è accorto che le proprie schede non erano valide per via di un errore di stampa. Un disagio che ha costretto il Presidente di seggio a bloccare il voto e a ricontattare gli elettori che avevano già esercitato il loro diritto. Sull'Ardeatina, invece, un elettore una volta resosi conto di aver sbagliato a votare ha richiesto una nuova scheda, vedendosela negare e bloccando i lavori. Inoltre nei seggi della Montagnola e del Flaminio le operazioni di voto sono iniziati con due ore di ritardo per la mancanza dei verbali, necessari per la chiusura dei seggi, e delle schede per votare. Un caos che a Roma si è andato a sommare con quello inerente alle scarse corse dei mezzi pubblici, che ha reso difficoltoso ai cittadini il recarsi ai seggi, e alla grande affluenza negli uffici municipali da parte di chi non aveva ancora rinnovato la propria tessera elettorale. Uffici Comunali costretti inoltre a dover fronteggiare la grande fuga di numerosi Presidenti di seggio che all'ultimo momento non si sono presentati lasciando scoperti numerose sezioni.

Caos a Castelnuovo di Porto rischio brogli elettorali

Anche nella cittadina laziale, vicina alla capitale, si sono vissuti momenti di panico. I seggi allestiti a Castelnuovo di Porto sono quelli adibiti per lo spoglio dei voti provenienti dall'estero. 4,3 milioni di voti di italiani residenti in tutto il mondo che hanno rischiato di non essere scrutinati. Infatti a notte fonda ancora non si erano costituite le 300 sezioni previste per la mancanza di scrutatori. Decine di operatori impegnati allo spoglio si sono sentiti male, esaurendo le ambulanze della protezione civile in servizio a nella cittadina che conta circa 8mila cittadini. Scrutatori in rivolta che hanno denunciato la scarsa presenza di viveri e le pessime condizioni climatiche in cui sono stati costretti a lavorare. Operatori che ora stanno studiando la possibilità di far partire le denunce. Una situazione precaria che apre anche una questione ancora più delicata che è quella dell'ombra dei brogli, come denunciato da Mediaset.

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