Molto spesso, per ragioni economiche o familiari o comunque di stress, si ricorre all'uso di ansiolitici e sedativi, che quasi sempre fanno parte della famiglia delle benzodiazepine.
La richiesta da parte dei pazienti, soprattutto anziani, di prescrizione di ansiolitici, è molto frequente: da uno studio condotto negli ambulatori di medicina generale in Veneto nel 2010 risulta che oltre il 15% delle visite riguarda una prescrizione di ansiolitici in pazienti con età media di 57 anni e per un periodo eccedente le raccomandazioni.
Il fenomeno dell'ansia potrebbe essere considerato quasi normale visto lo stress che vivere in un società come la nostra ci impone.
Tuttavia, bisogna fare almeno due considerazioni molto importanti prima di assumere certi tipi di farmaci.
In primo luogo, le benzodiazepine vanno a contrastare il sintomo e non la causa del malessere, sul quale evidentemente bisognerebbe intervenire in modo diverso, forse con un sostegno di tipo psicologico, ma in ogni caso con una terapia che vada a trattare in origine la sensazione generalmente di ansia che un paziente può avvertire.
In secondo luogo, come sostiene la dottoressa Laura Frosali, medico di base a Milano, gli effetti di questi farmaci sono subdoli, perché non sono gravi, ma progressivi, tanto che possono portare ad un decadimento delle facoltà cognitive, perdita di memoria, riduzione dell'attenzione e alterazioni dell'umore.
Infine, è necessario tenere sempre presente che durante una terapia con benzodiazepine l'uso di alcool deve essere assolutamente evitato: in questo caso, infatti, l'effetto sedativo aumenta, con maggior rischio di effetti collaterali, come confusione ed instabilità.