Uno studioaccurato eseguito da una commissione scientifica, sponsorizzata e commissionatadalla Unione Europea, è giunta alla conclusione che assumere antibiotici senzache ve ne sia reale bisogno non solo è inutile, ma produce effetti addiritturacontrari all'azione per la quale vengono somministrati, riducendo le difeseimmunitarie che la natura ci ha fornito.

Il professorPaul Little dell'Università di Southampton in Gran Bretagna ha eseguito unasperimentazione su un campione di duemila pazienti ed ha successivamentespiegato, sulle pagine della rivista scientifica dell'Istituto, di averprescritto per tre giorni a settimana ad una parte dei suoi assistiti uno deipiù comuni antibiotici che esistono in commercio: l'amoxicillina.

All'altrametà ha prescritto invece un medicinale ad effetto placebo. Tutti avrebberodovuto curare sintomi derivanti da tosse insistente, senza alcun sospetto dipolmonite. Quindi al termine della sperimentazione ha tratto le debiteconseguenze.

E' risaputoche il farmaco antibiotico non ha alcuna capacità di curare le infezioni acutedelle vie respiratorie più basse: mal di gola e raffreddori sono infatticagionati da virus sui quali questo rimedio antimicrobico non produce benefici.

Così ègiunto alla conclusione che ogni esser umano ha normalmente nelle sue vie aereecirca un 20% di batteri resistenti agli antibiotici, e che questa percentualetende ad aumentare immediatamente dopo l'uso non prescritto di antibiotici edarriva dopo l'assunzione di una sola confezione persino al 90%.

Lo studiodel professor Little è riuscito quindi a dimostrare che a distanza di sei mesiquesta percentuale si assesta ancora al 40%, e solo dopo almeno un anno ilpaziente che ha scelto di curarsi con l'antibiotico inutile rientra nellanormalità.

Occhiodunque all'uso dell'antibiotico per la risoluzione di patologie per le qualinon serve: risparmieremo sulla spesa pubblica per la sanità ma sicuramente,quel che più conta a livello singolare, che eviteremo di renderci piùvulnerabili agli agenti patogeni.