Il 1 aprile 2012 ha avuto inizio la campagna Stopvivisection, iniziativa che permette ai cittadini europei di dire no alla vivisezione. Ma che cos'è la vivisezione? Per vivisezione si intende una qualsiasi sperimentazione eseguita su animali o persone. Ogni giorno, solo in Italia, sono più di 3000 gli animali che vengono utilizzati per prove di laboratorio e tra questi troviamo cani, gatti, roditori, pecore, mucche, cavalli, uccelli di vario genere, rettili, furetti e maiali.

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Questi test, effetuati nel 70% dei casi senza anestesia, consistono nell'accecamento, avvelenamento, ustioni, congelamento, mutilazioni, ingestione forzata di veleni, assuefazione da droghe, irradiazioni con raggi dannosi alla salute e scariche elettriche; tutto questo per "studi scientifici" che oggi non sono più necessari e che sono anzi inutili e dannosi.

E' stato dimostrato infatti che ogni specie ha reazioni differenti alle malattie e per questo motivo le prove sugli animali non hanno valore scientifico applicabile all'uomo.

Inoltre si corre il rischio di non prendere in considerazione sostanze o cure che potrebbero essere efficienti per l'essere umano, solo perché risultate tossiche per alcune specie animali.

Questo tipo di sperimentazione viene utilizzata da industrie farmaceutiche, laboratori ospedalieri e istituti pubblici che, vuoi per un ritardo nel rinnovamento culturale, vuoi per interessi economici, rifiutano un avanzamento della scienza verso nuovi metodi di ricerca.

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Ci sarebbero infatti delle valide alternative alla vivisezione: colture di cellule e di tessuti umani, che i ricercatori possono studiare per capire le modalità con cui i virus causano infezioni; microorganismi, utili a testare il danno genetico causato da radiazioni o sostanze chimiche. E ancora sistemi artificiali, modelli matematici computerizzati, tecniche non invasive per immagini.

Per contribuire all'importante campagna "Stopvivisection" è sufficiente andare sul sito Stopvivisection, cliccare su Firma online, Dichiarazione di sostegno ed infine inserire i propri dati.

Al raggiungimento di 1 milione di firme la Commissione Europea è obbligata a prestare ascolto alle richieste dei cittadini, entro tre mesi dal deposito delle firme. La raccolta firme terminerà il 1 novembre 2013.

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