Potremmo essere ad una svolta nella ricerca di terapie efficaci per sconfiggere una delle malattie del secolo: l'Alzheimer. Si tratta di una tossina, prodotta da un batterio presente nell'intestino umano. La notizia, frutto di una ricerca approfondita, è stata pubblicata su PLoS One.

La ricerca, portata avanti da un gruppo di ricercatori del Dipartimento del Farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con i ricercatori del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie e Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell'Università di Bologna, ha portato alla conclusione che la tossina prodotta da un ceppo di E.

Coli è efficace nel far regredire i sintomi dell'Alzheimer.

L'Alzheimer è una malattia neuroinfiammatoria legata all'età che porta progressivamente alla demenza generativa invalidante. Il morbo, scoperto per la prima volta nel 1906 dallo psichiatra Alois Alzherimer, nel 2006 aveva già colpito circa 26milioni di under 65 e si stima che entro il 2050 una persona su 85 sarà colpita dalla malattia. I sintomi iniziali della malattia si manifestano con l'incapacità ad acquisire nuovi ricordi e nel non ricordare eventi appena osservati. L'avanzare della malattia porta a irritabilità, difficoltà nel linguaggio, sbalzi d'umore e perdita della memoria con disfunzioni sensoriali.

La ricerca ha preso come punto di partenza i risultati di una ricerca precedente, che aveva dimostrato l'efficacia di un'altra tossina, la Cnf1, nello stimolare la plasticità delle cellule nervose e migliorare la coordinazione motoria.

Lo studio, effettuato con somministrazione della tossina sui topi, ha portato alla diminuzione dei livelli di Atp e delle proteine beta amiloidi, responsabili delle tipiche placche che danneggiano le aree cerebrali.

Così come si legge su Il Sole 24 Ore, l'efficacia della tossina presente nell'intestino umano è stata convalidata da un miglioramento della memoria, orientamento e coordinamento dei movimenti. Se i risultati venissero confermati anche dai successivi studi già in programma, potremmo essere ad una svolta nella cura della malattia.