Emergenza in Puglia per circa 18 casi accertati nell'ultimo mese di Seu, la Sindrome Emolitico Uremica. I controlli sono scattati subito per individuare il focolaio infettivo e la presenza del batterio Escherichia Coli ed è stato ripercorso il percorso del latte crudo, quello cioè appena munto e non ancora pastorizzato, dalla produzione fino ai piccoli consumatori.

I 18 ricoverati sono infatti tutti bimbi che hanno subìto l'attacco del batterio e le sue terribili conseguenze, sangue nelle feci, dolori addominali, vomito incoercibile.

Alcuni dei piccoli pazienti sono finiti in dialisi per combattere i terribili effetti della infezione. L'ultimo ricoverato in ordine di tempo è un bambino di un anno che ha ingerito prodotti a base di latte ed è ora presso il reparto di Nefrologia dell'Ospedale Pediatrico "Giovanni XXIII" di Bari.

Il batterio Escherichia Coli è stato isolato in alcune partite di latticini del sud est barese e le indagini hanno portato, tra gli altri, ad un caseificio di Monopoli.

Per la verità i militari dei Nas e i veterinari della Asl nel caseificio Di Leo non hanno trovato solo la presenza del batterio incriminato, ma anche una totale inosservanza delle più elementari norme di igiene, dai pavimenti sporchi e incrostati, ad attrezzature arrugginite e in cattivo stato, a infiltrazioni d'acqua lungo le pareti.

Dopo aver ordinato il sequestro sanitario di quasi 8 tonnellate di alimenti, tra cui scamorze, ricotte, formaggi, burro e mozzarella, è scattato il provvedimento di chiusura del caseificio.

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Per gli altri caseifici, sia quelli che producono la materia prima che quelli che si occupano di vendita del prodotto finito che svolgono la loro attività tra Monopoli, Turi e Mola di Bari, continuano i controlli e le analisi eseguite dal Laboratorio dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata, Sezione batteriologica di Putignano.

L'ipotesi più verosimile è che dietro la diffusione della Sindrome Emolitico Uremica, Seu, ci sia stata una indiscriminata vendita di latte contaminato, utilizzato per la produzione di latticini in maniera più o meno consapevole.

Le autorità sanitarie, in attesa di ulteriori notizie, consigliano la popolazione di non consumare latte crudo non pastorizzato né altri alimenti crudi come la carne, di lavare frequentemente le mani, di lavare accuratamente i ripiani del frigo senza far venire in contatto cibi crudi e cotti , lavare con cura frutta e verdura.

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