Ritrovato appetito? Ricerca del cibo di conforto? Nulla di tutto questo. Il motivo per cui si ingrassa quando si smette di fumare è da ricercare più nel profondo. Non nell'anima né nell'umore, ma letteralmente, nel profondo del nostro corpo, nell'intestino. Ne è convinto Gerhard Rogler, capo ricercatore dell'Università di Zurigo, il quale ha pubblicato un interessante studio su Plos One che finalmente risponde a questo quesito quasi secolare.
La risposta ai rimedi miracolosi che ogni giorno tv e siti internet ci propinano è che non ci sono rimedi miracolosi.
È una reazione fisiologica naturale. Per la precisione nella nostra flora intestinale esiste una gran quantità di ceppi batterici. Ognuno ha le sue funzioni, e da recenti studi si è scoperto che nelle persone obese prevalgono alcuni tipi precisi, chiamati Proteobacteria e Bacteroidetes. Quando si smette di fumare, è come se questi ceppi si "risvegliassero", prendendo il sopravvento sugli altri che riducono la loro forza, chiamati Firmicutes e Actinobacteria. Ciò non significa che si diventa obesi, ma che è inevitabile prendere qualche chilo in più di prima.
Secondo lo studio, mediamente si ingrassa di 7 chili, di cui almeno due nei primi due mesi, anche se l'alimentazione resta la stessa.
Come ciò possa avvenire lo spiega lo stesso ricercatore: "la composizione dei diversi batteri della flora intestinale, che cambia dopo aver smesso di fumare, probabilmente fornisce al corpo più energia, con conseguente aumento di peso per i nuovi non fumatori". Lo studio non è definitivo, ha bisogno di ulteriori approfondimenti visto che è stato effettuato soltanto su 20 persone, ma la teoria sembra reggere alla prova della comunità scientifica.