Susanna Penco è una biologa in forza all'Università di Genova, ma è anche malata di sclerosi multipla da sedici anni.

In una nota di marzo 2011, pubblicata per intero sulla rivista animalista "Orizzonti", la ricercatrice ha spiegato in dettaglio le ragioni che la spingono a dire che la ricerca col metodo vivisettivo sarebbe inutile, anzi addirittura dannosa per il genere umano. In passato anche altri studiosi, spesso autorevoli, si sono dichiarati contrari alla sperimentazione sugli animali.

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Basti pensare a Umberto Veronesi, anche garante del manifesto "La coscienza degli animali".

Quel che colpisce nella testimonianza di questa biologa è proprio il fatto che lei soffra di una malattia che da anni si tenta di curare proprio con la vivisezione. Ecco quanto scrive la Penco in merito a questo metodo: "Si riesce a far tornare quasi normali i topi, fatti ammalare artificialmente (nessun animale al mondo, a parte l'uomo, si ammala di sclerosi multipla!) con varie terapie, che poi si rivelano, il più delle volte, o inutili per la nostra specie, oppure ci scappa addirittura il morto, come del resto per altri farmaci, altre malattie, ma stessi metodi di ricerca (animali)."

E prosegue: "È su animali vivi che si pratica la sperimentazione animale. Si fanno nascere apposta.

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Fate caso al linguaggio comune giornalistico e televisivo: gesti, avvenimenti, fatti e persone è tutto 'straordinario'. Un aggettivo inflazionato. Ebbene, io desidero qualcosa di assolutamente ordinario! Nulla trovo di eroico, strano, eccezionale o straordinario nel mio auspicio, nei miei propositi. Sono alla ricerca di qualcosa di buono, che sia buono, che produca risultati buoni. Per tutti. Senza vittime."

Sin dall'inizio la biologa è stata fortemente contraria alla sperimentazione animale e obiettrice di coscienza in tema di vivisezione.

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Si è specializzata nella sperimentazione in vitro, ma ora chiede che venga attivata la sperimentazione "in vivo", però sul destinatario finale della ricerca, cioè l'uomo, l'unico essere che ha le caratteristiche genetiche necessarie per rendere la sperimentazione attendibile.

In quest'ottica la Penco si è dichiarata disponibile a cedere il proprio corpo affinché la ricerca nel campo della sclerosi multipla progredisca. Ecco la sua proposta su questo tema: "Ho deciso, molto tempo fa, di donare il mio cadavere all'Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) affinché il mio sistema nervoso centrale difettoso (ma anche altri organi) sia indagato, studiato, osservato, analizzato, in rapporto anche con quello dei miei parenti stretti che, persuasi della bontà del gesto, hanno seguito il mio esempio, generoso verso i miei simili e pietoso verso chi non c'entra nulla (gli animali, topi, cani, gatti o scimmie che siano). Naturalmente il tutto, come un testamento, è revocabile in qualsiasi momento, se si cambiasse idea.

A me non capiterà!"

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