Il problema dell'invecchiamento e della funzionalità cardiaca viene trattato nelle lezioni del 31 marzo ad Ancona e del 2 aprile a Catania. Si è svolta oggi 31 marzo presso l'auditorium del Por Inrca in via della Montagnola 81 la lezione sulla medicina della complessità tenuta dal Prof. Angelo Parini, direttore dell'Istituto di Malattie Metaboliche e Cardiovascolari 12 MC di Tolosa organizzate dalla Fondazione Sigma -Tau.

Il prossimo incontro si terrà a Catania il 2 aprile alle ore 12 nell'Aula 2 del Corpo Aule, Biblioteca del Policlinico Universitario di Catania.

Quali sono gli elementi che vanno tenuti in considerazione per vivere in modo sereno la fase dell'invecchiamento? La ricetta non è cambiata: regolare attività fisica, alimentazione corretta (evitare dolci e grassi perché eccessive quantità di glucosio sono deleterie per il cuore), niente fumo, colesterolo sotto controllo, pressione sanguigna normale, glicemia nella norma e per ultimo un indice di massa corporea entro i parametri. Sono le sette regole d'oro che servono a proteggere la salute cardiovascolare.

Ma cosa ci ha detto in più il Prof. Parini con i risultati dei suoi studi? Sembra che sia stato identificato un enzima mitocondriale - la monoamino ossidase A - che in età avanzata aumenta e può essere considerato un fattore di accelerazione dell'invecchiamento cardiaco.

Questo enzima è responsabile della degradazione della noradrenaline e della serotonina accompagnata dalla produzione di perossido d'idrogeno. Per evitare ciò esistono degli inibitori di tale enzima che è responsabile dell'invecchiamento del cuore. E tali inibitori sono già disponibili e utilizzati per la terapia delle sindromi depressive. Tale scoperta può rivelarsi efficace in quanto si può utilizzare nell'ambito curativo e in quello preventivo. D'altronde secondo le proiezioni sino al 2050 il numero totale di persone con più di 65 anni di età salirà a 1 miliardo e mezzo, con un aumento percentuale dal 7,8 al 16, 7% della popolazione globale.

Durante l'incontro è emerso che la categoria dei depressi più facilmente si ammala di cuore e che quando un organo si ammala è più facile che gli altri gli vadano dietro.

Attraverso gli studi effettuati sui topi è dunque emerso che l'enzima monoamino ossidase A è un artefice dell'invecchiamento del cuore e che esistono già farmaci capaci di inibirlo.