Chi se lo sarebbe mai aspettato che, proprio le rane, potessero diventare nostre alleate nel combattere il diabete giovanile o di tipo uno; o per meglio dire la loro pelle. Il diabete giovanile o di tipo uno, è una malattia autoimmune, che non ha ancora una cura specifica, se non quella di utilizzare iniezioni di insulina al bisogno. All' improvviso il sistema immunitario "va in tilt" e il paziente che ne viene colpito, non è più in grado di produrre l' ormone e le cellule beta ( quelle che producono insulina) del pancreas vengono attaccate e distrutte, restando incapace di produrre da solo insulina, costriggendo così ad utizzare iniezioni insuliniche per regolarizzare la glicemia.

La glicemia, può essere definita banalmente, come la concentrazione di glucosio ( zucchero) nel sangue. Per non avere problemi, è fondamentale che la glicemia rimanga entro certi limiti di normalità ( 65 - 110 mg/dl); sicuramente meglio mantenerla a livelli bassi, perché se dovesse aumentare o superare i limiti di normalità aumenterebbe il rischio di sviluppare molte patologie, non ultima i tumori. Il meccanismo che regola il livello del glucosio nel sangue è controllato da due ormoni antagonisti entrambi secreti nelle isole di Langerhans del pancreas: l'insulina (prodotta dalle cellule beta) e il glucagone (prodotto dalle cellule alfa). Il compito dell'insulina è quello di ipoglicemizzare (il livello di glicemia si abbassa), mentre quello del glucagone è iperglicemizzare (il livello di glicemia si alza); solo se entrambi gli ormoni funzionano c'è un bilanciamento perfetto nell'organismo, altrimenti insorgono problemi. L'insulina, sulle cellule muscolari, sugli adipociti e sugli e sugli eritociti, che assumendo glucosio dal sangue, provocano una diminuzione del livello glicemico ed è per questo che i diabetici devono ricorrere alle iniezioni per procurarsela.

Gli esperti americani, hanno scoperto che nella pelle delle rane, potrebbe nascondersi il segreto per curare il diabete giovanile o diabete di tipo uno, potendo così evitare di iniettare insulina al bisogno. Presso il centro di ricerca californiano Sanford-Burnham Medical Research Istitute, sono stati condotti studi sia su animali diabetici, sia su campioni di pancreas di pazienti in provetta; dimostrando che la ceruleina (molecola estratta dalla pelle delle rane) era stata in grado di riattivare la funzionalità del pancreas. Con una sola somministrazione, della molecola di ceruleina, si è riusciti a far ricomparire nel pancreas le cellule beta, produttrici di insulina, contrastando così l'insorgenza del diabete. Una volta che si sarà compreso il meccanismo d'azione della ceruleina e si sarà riusciti a sviluppare un composto con lo stesso tipo d'azione del pancreas, gli esperti confermano, che si potrebbe aprire una nuova strada per creare una terapia mirata nel combattere il diabete giovanile. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Cell Death and Disease.

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