La cannabis diventa legale in Italia, anche se per adesso esclusivamente a scopo terapeutico. Siamo molto lontani dalle scelte dell'Olanda, del Colorado, per non parlare della marijuana di Stato dell'Uruguay, ma è comunque un passo in avanti per un Paese in cui la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti non è mai stata accettata. Almeno a livello legale. Fatto sta che il Ministro della Salute Lorenzin e quello della Difesa Pinotti hanno presentato ieri il piano che di fatto rende legale i cannabinoidi in Italia.

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Sì alla produzione di Stato, no all'autoproduzione

Il Ministro Lorenzin ha però tenuto a precisare che questa nuova legge non consente l'autoproduzione della marijuana, tutt'altro. Le produzioni in Italia ci saranno, ma saranno gestite dal Ministero della Difesa. In sostanza si è deciso che i laboratori dove verrà prodotta questa pianta dovranno essere autorizzati dal Ministero e probabilmente controllati dai militari.

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È evidente che in questo modo si vuole evitare il dilagare delle piantine che favorirebbero un mercato, quello della cannabis ricreativa, che ancora la politica italiana si ostina a considerare illegale.

La prima produzione infatti avverrà presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e, dopo i dovuti controlli, autorizzazioni e protocolli vari, dovrebbe entrare in funzione già entro il prossimo inverno.

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Salute

È previsto infatti che già nel 2015 dovrebbero arrivare in commercio i primi prodotti a base di cannabis made in Italy. Lo stabilimento fiorentino non potrà però accedere al libero mercato ma si rivolgerà esclusivamente agli ospedali e alle farmacie.

La prima malattia per la quale sarà previsto l'utilizzo di farmaci a base di cannabis sarà la sclerosi multipla, in modo da alleviare i sintomi. Successivamente avranno accesso ai medicinali altri malati affetti da condizioni neurodegenerative.

Inoltre l'accesso a questi farmaci si otterrà attraverso il pagamento del semplice ticket. La produzione italiana, ha concluso la Lorenzin, serve soprattutto per abbattere i costi. Nei pochi casi in cui oggi è stata già autorizzata infatti, la cannabis viene importata ad un prezzo più che doppio rispetto alla produzione interna. Per questo il Ministero risparmierà milioni di euro che potranno ora essere destinati ai malati.

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Il costo per ogni paziente dovrebbe passare infatti dai circa 900 euro al mese di oggi a 450.

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