L'ebola è diventata una psicosi. Il virus, estremamente aggressivo per l'uomo, sta causando un elevato numero di vittime in Africa, ma i primi casi si sono verificati anche al di fuori del Continente Nero. In Italia ancora non è stato segnalato alcun caso di ebola, ma nella vicina Spagna c'è stato il contagio di un'infermiera, la quale aveva curato un missionario deceduto a causa di questo virus, causa una febbre emorragica. L'epidemia sta spaventando il mondo intero ormai da mesi, ma qual'è il reale rischio per chi vive in Italia? Quali sono i sintomi del contagio?
Esistono delle cure o un vaccino per questo virus della famiglia Filoviridae?
Le vittime accertate quest'anno superano le 3 mila, quasi tutte nei Paesi africani quali Sierra Leone, Liberia, Guinea, Nigeria e Senegal. Nel nostro Paese, per nostra fortuna, non è ancora arrivato il virus ebola, anche se si sono verificati dei casi sospetti. La diffusione di tale malattia parrebbe al momento limitata, ma il rischio non è da escludere. Per salvaguardare la salute di tutti noi sono state ristrette le misure di controllo da parte delle autorità, specie durante l'arrivo di immigrati, anche se la loro provenienza è spesso da Paesi che non hanno nulla a che vedere con quelli colpiti dall'epidemia, vedi Siria, Libia ed Eritrea.
Dunque, al momento non ci sarebbe alcun pericolo di diffusione del virus in Italia, ma vediamo comunque quali sono i sintomi di chi viene colpito dall'ebola. I tempi di incubazione del virus vanno da 2 a 21 giorni e durante questo periodo si vengono a manifestare sintomi quali febbre molto alta, cefalea, nausea, dolori muscolari e articolari. Nei casi più gravi anche sangue all'interno di vomito e feci. Una volta contagiati la situazione si aggrava velocemente, con emorragie sia interne che esterne. Coloro che sono contagiati rischiano il decesso in tempi brevissimi. Al momento non esiste ancora un vaccino in grado di sconfiggere l'ebola, ma la ricerca medica sta facendo il massimo per trovare un antidoto al virus.