L'ebola è arrivata anche negli Usa e precisamente nel Texas dove ad un uomo giunto dalla Liberia, già infetto, è stata diagnosticata l'epidemia di febbre emorraggica proveniente dall'Africa. L'uomo sarebbe giunto in Texas per trovare alcuni parenti ma avrebbe contratto il virus già in Africa. Il paziente si trova ora all'ospedale di Dallas dove la malattia gli è stata diagnostica 3 giorni dopo il ricovero. L'infetto è stato messo in isolamento ed i medici che hanno avuto contatti con lui in sicurezza al fine di impedire la diffusione ed il contagio con il personale medico e con i malati dell'ospedale.
Dalla struttura sanitaria fanno sapere che la situazione rimarrà sotto controllo e si esclude ogni caso di contagio e diffusione della malattia africana.
Immediato l'allarme mondiale annunciato anche dal presidente Obama il quale ha dichiarato che la diffusione dell'ebola è ormai fuori controllo. "Le persone continuano a morire per strada. Il mondo deve reagire ed intervenire" ha detto il presidente dal suo intervento da Atlanta affermando che sono stati stanziati 500 milioni di dollari e presto partiranno tre mila soldati nei Paesi di maggiore concetrazione dell'ebola al fine di riuscire, con la scienza e le medicine, a contrastare questo virus mortale che si sta diffondendo a macchia d'olio in tutto il mondo.
I 3 mila soldati diretti in Africa occidentale non forniranno direttamente assistenza sanitaria agli infetti, ma offriranno sostegno medico e logistico e aiuteranno a far aumentare il numero dei posti letto al fine di isolare i malati di ebola e poterli curare. Inoltre i soldati porteranno 50 mila kit che saranno consegnati dall'Usaid agli Usa. Il bilancio dell'Organizzazione sanitaria mondiale è drammatico. Allo scorso 24 settembre risultano infatti 3 mila e 500 morti, 7 mila 269 casi riscontrati. I Paesi con massima concentrazione di infetti sono la Guinea, la Liberia, e la Sierra Leone. Casi di morte per ebola si stanno però registrando anche in Nigeria e Senegal.