Le droghe sono da sempre state studiate al fine di comprenderne a pieno il loro effetto e i loro rischi. Nel corso degli ultimi 100 anni è stato possibile comprendere i motivi che spiegano il perché si diventa schiavi di queste sostanze e come agiscono nel creare dipendenza. Ecco che si arriva quindi alla conclusione che la dipendenza dalla droga è il risultato della sostanza stessa che, assunta per un certo periodo, fa abituare il nostro corpo ad essa rendendolo schiavo della sostanza stessa. Tutto torna, è credibile ed è comunque ciò che ci è stato spiegato fino ad adesso.

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Facciamo un passo indietro e torniamo ai primi esperimenti effettuati sui topi

Il primo esperimento è piuttosto semplice, prendete un topo e mettetelo in una gabbia con due recipienti. Uno contiene acqua, l'altro contiene anche eroina o cocaina. La maggior parte dei topi (nove su dieci) sottoposti a questo esperimento, finiranno con l'essere ossessionati dall'acqua drogata, dimenticando l'acqua naturale. Da qui si deduce che l'eroina e la cocaina creano dipendenza.

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Tuttavia, all'inizio degli anni 70, un docente di psicologia espresse una perplessità: il topo viene messo in gabbia da solo e quindi non ha modo di desiderare altro. Ecco quindi che l'esperimento fu ripetuto in maniera diversa. I topi questa volta avevano a disposizione una gabbia di lusso, ricca di cibo e oggetti per distrarre e rendere felici i topi stessi. Ciò che successe è sconvolgente: i topi nella bella gabbia disprezzavano l'acqua drogata. Ma qui si parla di topi e non di persone.

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Scienza

Quale sarebbe stata la reazione delle persone a questo tipo di esperimento? 

Gli esperimenti in Vietnam sull'uso di sostanze stupefacenti 

In quel periodo, infatti, i soldati dipendenti dall'eroina erano circa il 20% e in molti erano preoccupati per il loro rientro in patria. In realtà andò tutto per il meglio: con il loro rientro in patria, circa il 95 % dei soldati dipendenti da eroina, semplicemente smise di drogarsi e a finire in riabilitazione fu solo il 5%.

Da questo è facile capire che il problema, più che la droga, è la gabbia. Questi soldati erano passati da una gabbia tetra a una felice e quindi non sentivano più l'esigenza di drogarsi.

Così, lo stesso docente, decise di rifare l'esperimento in un altro modo. Mise i topi in gabbie singole nello stesso modo del primo esperimento, per circa 50 giorni per poi portarli fuori dall'isolamento mettendoli in una gabbia felice. Altro risultato sorprendente: i topi inizialmente mostravano qualche problema d'astinenza, ma tornavano ben presto a vivere una vita felice. Ecco quindi che il risultato di questi esperimenti viene paragonato ad un'altro: quello dei malati che assumono sostante per guarire.

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 L'importanza dei legami affettivi nelle nostre vite

Il paziente che assume droga al fine di guarire non diventa dipendente mentre chi la usa come sballo si. Il motivo si nasconde dietro le loro vite: il paziente vuole guarire per tornare alla sua vita, il tossico di strada vuole drogarsi perchè quella è la sua vita. Tutto questo ci porta a comprendere la teoria di di un'altro professore, Peter Cohen, il quale sostiene che ogni umano ha bisogno di creare dei legami e che, quando non riesce a crearli con dei simili, li cerca altrove.

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Che sia una siringa o una slot machine non fa differenza, il bisogno è sempre lo stesso.

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