Torniamo a parlare della vespa "mandarinia", meglio conosciuta come vespa killer, che dopo le sei vittime mietute in Francia, ne ha già registrata una in Italia. Abbiamo già detto come sia sbarcata in Europa, forse a bordo di eventuali container provenienti da delle grosse navi cargo. Questo perché il luogo d'origine di quest'insetto sembrerebbe essere l'estremo oriente, con precisione Cina e Giappone.

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Uno dei calabroni più grandi al mondo

Oltre ad essere nella sua specie il più grande, il calabrone killer (vespa mandarinia) è anche noto per la sua particolare aggressività. La sua puntura può portare alla morte di un uomo nel giro di poche ore ma ricordiamo che, alla stregua delle comuni api, ciò accade se il soggetto in questione è allergico alla puntura di questi insetti. Lo si può trovare in zone abbastanza temperate e, nello specifico, le zone in cui sembrerebbe vivere questo insetto sono gli stati asiatici di Cina, Giappone, Corea, Taiwan, Nepal, India, Sri Lanka, Indocina.

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Chi punge? Come difendersi o eventualmente agire dopo una puntura?

Dall'ospedale militare dell'esercito di Chengdu (Cina) gli esperti, però, ci avvertono sulla reale pericolosità dell'eventuale puntura dell'insetto. Infatti anche chi non è allergico sembra possa correre dei rischi, a seconda però del numero di punture subite, le quali in alcuni casi registrati in quelle zone del mondo sono arrivate anche ad essere 30 a soggetto.

I fatti, inoltre, hanno portato a fa dedurre ai medici del poc'anzi citato ospedale, che nei soggetti anziani o più generalmente deboli, anche una puntura potrebbe risultare fatale. La pericolosità delle punture delle vespa mandarinia sono avvalorate dal fatto che possono iniettare fino a 8 differenti sostanze che causano dolore, danneggiamento dei tessuti e generano un odore che richiama l'attenzione di vespe eventualmente nelle vicinanze al fine di causare ulteriori punture.

Si è arrivati a ipotizzare ciò che potrebbe attrarre queste vespe, e cioè alcool e glucosio; inoltre possono arrivare a "colpire" chiunque si trovi a circa 10 metri da un eventuale nido. In caso di puntura avvisare innanzitutto il 118 o il proprio medico di famiglia. Mentre si attendono i soccorsi è bene allontanare il soggetto il più possibile dal nido e bagnare la zona punta con the o vino rosso, bevande contenenti il tannino, sostanza capace di combattere diverse tossine velenose.

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Qualora sia disponibile, applicare una pomata cortisonica.

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