La disfunzione erettile – ovvero la difficoltà o la totale impossibilità di avere una erezione – riguarda ben 3,2 milioni di maschi italiani. Molti dei quali, per pudore, preferiscono non parlarne col proprio medico. Per loro comunque ci sono ottime notizie, giunte una dopo l'altra a seguito del Convegno della Società Italiana di Urologia tenutosi nei giorni scorsi a Riccione. A presentarli i professori urologi presenti al convegno della SIU. Si tratta di una crema e di un'applicazione. Vediamo di seguito di cosa si tratta.

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Crema spalmabile, addio pillole

Partiamo dalla crema, basata dal connubio di due sostanze: l'alprostadil, una prostaglandina, e una molecola, DDAIP, capace di aumentare di molto l'assorbimento cutaneo. A dirlo il professor Francesco Montorsi. Come si applica? Sulla punta del pene, instillando una goccia sul meato uretrale (lo sbocco dell’uretra sulla sommità del glande). La crema agisce nel giro di un quarto d'ora massimo mezz'ora. Tuttavia, specifica Montorsi, per farsi che diventi efficace totalmente e che si acquisisca totale praticità nell'applicarla, devono trascorrere otto-dieci applicazioni.

Per quanto concerne la prima, è sempre meglio farsi aiutare dal proprio medico. Il professor Montorsi specifica anche che la crema è adatta a chi ha ancora una residua attività erettiva e non vuole o non può ricorrere ai farmaci tradizionali. Del resto la crema può essere utilizzata anche quotidianamente e non comporta rischi cardiovascolari o all'apparato digerente. Ribattezzata la crema dell’amore, può essere già acquistata in farmacia dietro ricetta medica.

La app che consente l'autodiagnosi

Fa il paio con questa notizia positiva, un'altra, di natura tecnologia: è infatti arrivata anche un'applicazione che consente di fare un'autodiagnosi e capire se si soffre effettivamente di impotenza.

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Il nome è eloquente, non inglesicizzato come di solito avviene: Disfunzione erettile – auto valutati. Ovviamente gratuita, permette di fare un'autodiagnosi rispondendo a sei semplici domande, realizzate sulla base del test IEEF-EF. Fatto il test si riceve uno dei tre classici colori del semaforo, per capire a che punto è la propria situazione. Ma come specifica il Professor Mirone, non deve sostituire il medico, bensì, serve solo a una consapevolezza del problema e togliere qualche dubbio. Non a caso la app propone un elenco aggiornato degli indirizzi e dei recapiti telefonici dei centri nazionali pubblici cui far riferimento.

La app è già disponibile e scaricabile.

Dopo la ormai tradizionale pillola blu e la recente pillola rosa, arrivano dunque altri strumenti per aiutare la coppia nella propria intimità.