Era il lontano 1980 quando l’immunologo e virologo americano Robert Gallo isolò un nuovo virus chiamato inizialmente HTLV, Human T-cell Leukemia Virus. Pochi anni dopo lo stesso comprenderà di aver scoperto il virus dell’HIV di tipo 1 e da questo momento in poi gli studi e la ricerca di una curaprolifereranno in ogni parte del globo.Nel corso degli anni vi sono state diverse campagne di sensibilizzazione volte all’annullamento dei numerosi luoghi comuni al riguardo, ma pare non sia stato fatto ancora abbastanza per esorcizzare la paura che le persone ancora hanno al solo pensiero di venire a contatto con dei sieropositivi.

Purtroppo le cose non sono migliorate in seguito alla notizia di cronaca di alcuni mesi fa di quello che è stato ribattezzato l’untore di Roma. Valentino T., impiegato di Roma affetto da AIDS, ha trascorso gli ultimi anni a contagiare le giovani donne che hanno avuto la sfortuna di incontrarlo. Una media di cinque donne al mese, per quanto se ne sa al momento, infettate tramite rapporti sessuali non protetti. Ragazze giovani,donne incinte, pare sia stata coinvolta persino una donna che donava regolarmente il sangue.

Valentino T. era consapevole della sua malattia ma non si era mai sottoposto ad alcuna cura. Pare avesse perso da bambino la madre affetta dal medesimo virus,ma sarà realmente questo il motivo che ha portato il trentenne ad agire in tale modo?Nella serata di domenica il programma televisivo “Le iene” ha intervistato una delle vittime che ha raccontato la sua esperienza manifestando sbigottimento e timore nell’eventualità che venga svelato il volto del criminale.

Ciò sarebbe certamente di aiuto per chi indaga sul fatto, ma quale sarebbe poi la vita delle donne coinvolte? Potrebbero proseguire la loro vita senza discriminazioni da parte degli altri?È importante ricordare che il contagio avviene principalmente per via sessuale e tramite ferite; il virus dell’HIV non si trasmette però tramite baci, abbracci, saliva, tosse, urine, punture di insetti, lacrime e simili.

Ma soprattutto è importante difendersi rifiutando rapporti non protetti: diffidate sempre da chi tenta di convincervi del contrario.

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