Birre tedesche al glifosato, lo denuncia un'analisi dell'istituto per l'ambiente di Monaco con un recente test che ha coinvolto 14 marche di birra fra le più conosciute in Germania ma anche in Italia. Le analisi hanno evidenziato livelli di glifosato che oscillano fino a 29.74 microgrammi per litro. Sono stati riscontrati anche casi più estremi nei quali il diserbante era presente 300 volte in più rispetto ai 0.1 microgrammi, limite consentito per l'acqua potabile, ma per la birra non esisterebbe un limite previsto dalla legge.

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Birra al glifosato: le marche più note in Italia

L'erbicida trovato dalle analisi delle birre tedesche rientra nelle sostanze classificate come "probabili cancerogene per l'uomo".  Le marche di birra sulle quali sono stati eseguiti i controlli dei livelli di glifosato sono 14 e tra le più note anche in Italia troviamo la Beck's e la Paulaner.  I coltivatori tedeschi ritengono che la presenza del glifosato nei 14 marchi di birra possano provenire dall'importazione dell’elemento principale della birra: il malto d'orzo.

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Secondo gli esperti del settore, in Germania ogni anno viene coltivata circa una tonnellata di malto d’orzo e lo stesso quantitativo viene importato dall’estero e in particolar modo dalla Francia, dalla Gran Bretagna e dalla Danimarca. L’utilizzo del glifosato in Germania è vietato nella fase che precede la raccolta, ma non è escluso che possa essere utilizzato per trattare i campi prima di essere seminati, che a sua volta si dovrebbe facilmente decompone nel terreno in poche settimane, senza lasciare traccia nelle successive fasi di sviluppo delle piante.

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Glifosato: la discussione in corso in Europa

Anche a livello europeo si discute del glifosato, infatti la Commissione europea sarebbe intenzionata a sottoporre nei primi giorni di marzo la rivisitazione del rinnovo per le autorizzazioni comunitarie dell’utilizzo in tutta la comunità europea, del composto in questione. Il progetto di proposta, per innalzare il livello di sicurezza, dovrebbe dare agli Stati membri, la possibilità per l’identificazione di altre combinazioni di sostanze dannose alla salute, attualmente ancora usate nei fitofarmaci.

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